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15 Dec

Elezioni regionali 2010, par condicio anche per Mediaset e Sky

dgmag - 25 febbraio 2010
25 febbraio 2010
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Dopo le regole imposte al servizio pubblico, è arrivata la stretta anche sulle tv private che in occasione delle prossime elezioni regionali di marzo 2010 dovranno seguire nuove norme.

La commissione Servizi e prodotti dell’Autorità per le Comunicazioni ha deciso infatti che anche le televisioni private dovranno seguire le regole imposte al servizio pubblico per evitare che le reti private traggano vantaggio da un’evidente situazione di disagio della Rai.

Dunque proprio per “non determinare una distonia del complessivo sistema dell’informazione radiotelevisiva in campagna elettorale” si è deciso di varare regole analoghe a quelle di Viale Mazzini per cui nell’ultimo mese prima del voto le tribune politiche sono collocate negli spazi radiotelevisivi che ospitano le trasmissioni di approfondimento più seguite, anche in sostituzione delle stesse, o in spazi di analogo ascolto e le trasmissioni di informazione, con l’eccezione dei notiziari, sono disciplinate dalle regole proprie della comunicazione politica.

Immediato il ricorso di Mediaset e Sky al Tar con Mediaset che fa sapere che "l’Agcom ha fatto proprio il regolamento della Commissione parlamentare di Vigilanza per il servizio pubblico che risponde a principi costituzionali ed è disciplinato da norme diverse da quelle che regolano l’emittenza privata. Pertanto l’estensione automatica delle norme sulla par condicio dettate per il servizio pubblico alle tv private risulta assolutamente priva di fondamento" e Sky che sostiene si tratta di una "decisione in evidente violazione dei principi di libero mercato ma, soprattutto, del principio di libertà d’opinione e di espressione previsto dalla Costituzione italiana".

Per La 7, in attesa delle decisioni dell’azienda, ha parlato Gad Lerner secondo cui "si puniscono gli approfondimenti e si lascia mano libera ai tg faziosi".

Protesta anche da parte della Federazione nazionale della stampa che chiede che i conduttori "possano continuare a scegliere, in autonomia, i temi da trattare e gli ospiti da chiamare".

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