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16 Dec

Figuraccia di Barbareschi, calci e pugni alle Iene

LaRedazione - 25 settembre 2013
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25 settembre 2013
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Un Luca Barbareschi “assenteista e furioso” quello che più di un anno fa è stato interpellato dall’inviato de Le Iene Filippo Roma, per avere spiegazioni sul suo assenteismo dalla camera dei deputati: secondo i dati raccolti da Openpolis la sua presenza alle votazioni era del 41,03% .

Barbareschi ha reagito alle domande dell’inviato con calci, pugni e insulti: a niente è servita l’insistenza di Roma, per nulla intimorito dalle minacce e dai colpi dell’ex parlamentare (prima Pdl, poi Fli e infine gruppo Misto).

L’inviato delle Iene ha più volte sollecitato Barbareschi a dare spiegazioni sulle tante assenze, chiedendogli le dimissioni dal momento che non è evidentemente in grado di conciliare le professioni di attore e parlamentare e ricordandogli che, nel frattempo, il suo stipendio per la presunta attività politica lo stava incassando.

Dopo le minacce e gli insulti, Luca Barbareschi si è mosso per vie legali per evitare che il video fosse trasmesso: in tribunale ha addirittura tentato di ribaltare i fatti, affermando di essere stato vittima di violenza verbale e fisica.

Il tribunale di Roma ha stabilito tuttavia che la ricostruzione dell’attore è falsa: la denuncia nei confronti di Filippo Roma e della trasmissione Le Iene è stata archiviata poiché i fatti non sussistono.
Le Iene hanno quindi potuto trasmettere il filmato soltanto ieri raccontando anche la trafila giudiziaria e ricostruendo le presenze del parlamentare durante la sua carica: i dati raccontano di un assenteismo dell’88% negli ultimi mesi di legislatura, con un picco del 100% nel mese di gennaio 2013, sconfessando l’accusa di Luca Barbareschi, che riteneva diffamatorio quanto messo in luce dalla trasmissione.

Autorizzata dalla magistratura, la trasmissione di Italia 1 ha potuto mandare in onda il filmato e fare luce su uno dei tanti (per quanto eclatante) casi di assenteismo in una parlamento che troppo spesso finisce per riempirsi di volti noti quanto realmente poco desiderosi di intraprendere la carriera politica. La speranza è che la tendenza possa cambiare e possano entrare in politica persone realmente desiderose di cambiare qualcosa e non di intascare soltanto il ricco stipendio da deputato.

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