Gene Gnocchi riparte dal paradossale Artù

La sua avventura in Quelli che il calcio si è conclusa e Gene Gnocchi ha già presentato il suo nuovo progetto dopo aver deciso di abbandonare lo show domenicale di Simona Ventura.

“Mi sentivo arrivato alla fine della corsa e dopo tanti anni mi sembrava giusto fare dell’altro. Lì poi, dopo venti volte che massacri la Marini e te la ritrovi un’altra volta in studio che le dici, di cosa ti burli? No, non era più cosa”, ha detto Gene Gnocchi, pronto per tornare al timone di un programma tutto suo, Artù, dal prossimo 20 settembre tutti i giovedì in seconda serata.

Quattordici puntate di uno spettacolo irriverente e paradossale in cui “io e i miei ospiti saremo seduti attorno a una tavola rotonda. La nostra spada nella roccia sarà riuscire a coinvolgere il pubblico, intrigarlo grazie alle nostre inchieste serie che saranno puntualmente stravolte da una coniugazione divertente se non proprio paradossale”.

Tra opinionisti veri ed improvvisati, testimoni autentici e non, Artù proporrà un dibattito paradossalmente serio e surrealmente attuale che, per fare un esempio, nella prima puntata affronterà due “spinosi” problemi: l’indagine relativa a se per copulare sia meglio la nuova o la vecchia 500 e quella relativa a se un postino dopato può consegnare le lettere in minor tempo rispetto a un portalettere normale.

Gene Gnocchi ha voluto precisare che “Artù è un programma tutto scritto, molto più impegnativo de La grande Notte” ribadendo che “in tv quando uno sente stanchezza nel fare un programma è giusto che si faccia da parte”.