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Gomorra – La serie: come location la villa di un boss in affitto, è polemica

LaRedazione - 25 settembre 2013
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25 settembre 2013
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Polemiche per la produzione della serie tv ‘Gomorra’, basata sull’ormai popolarissimo libro di indagine e denuncia giornalistica di Roberto Saviano, che ha già a sua volta ispirato un film di grande successo, diretto da Matteo Garrone.

La serie televisiva su ‘Gomorra’ sarà prodotta da Sky, e nell’individuazione delle diverse location nelle quali si effettueranno le riprese, ne è stata individuata una, una villa, che è subito finita al centro di una controversia piuttosto pesante. La villa in questione sarebbe infatti di proprietà del boss della camorra Raffaele Gallo, arrestato proprio di recente per concorso in associazione mafiosa.

Lo stesso Gallo avrebbe riscosso da Sky l’affitto relativo all’utilizzo della villa per l’effettuazione delle riprese, come sottolineato dal giornale ‘Il Fatto Quotidiano’ che ha posto sotto la luce dei riflettori l’intera faccenda. I Gallo sarebbero un clan che avrebbe avuto un ruolo attivo proprio nelle vicende citate da Gomorra, secondo quanto sta emergendo da diverse indagini.

La domanda subito nata spontanea è se la casa di produzione fosse stata già a conoscenza del fatto che la villa affittata era di proprietà di Gallo. Il problema, come spesso avviene in questi casi, è che la responsabilità viene spesso scaricata attraverso i vari livelli di produzione, considerando che oltre a Sky la serie (composta da dodici partite di cinquanta minuti ciascuna) è stata prodotta e finanziata dalla Fandango di Domenico Procacci e da Cattleya, due delle maggiori case cinematografiche e di fiction italiane, per la regia di Stefano Sollima, che ha già curato altre serie di culto lanciate da Sky come ‘Romanzo Criminale’.

I responsabili giurano che al momento delle firme e della stipula dei contratti, non era noto che la villa appartenesse ai Gallo, e soprattutto quale fosse il loro ruolo nelle attività criminali che pure vengono denunciate all’interno della serie. La situazione cambia quando si ammette che poi, a produzione avviata, è emersa chiaramente l’identità e soprattutto l’attività del clan Gallo, ma ormai era troppo tardi per portare le riprese lontano dalla villa nella zona di Torre Annunziata.

‘Il Fatto Quotidiano’ ha rivelato anche come per Raffaele Gallo i particolari del contratto siano stati anche particolarmente vantaggiosi. Infatti, oltre al compenso d’affitto di trentamila euro per effettuare le riprese, l’accordo prevedeva anche che nella villa venissero effettuati, a carico della produzione, dei lavori di ristrutturazione che poi i proprietari avrebbero potuto scegliere di mantenere, oppure di far smantellare. Dunque, oltre al denaro, i Gallo hanno ottenuto anche una ristrutturazione, per lavori dal valore complessivo di circa cinquantamila euro.

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