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14 Dec

Il monologo di Roberto Benigni infiamma Sanremo, i video

18 febbraio 2009
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Un Roberto Benigni in grande stile ha tenuto il palco di Sanremo per circa mezz’ora dimostrando ancora una volta che la possibilità di fare Cultura, in Italia e anche durante una manifestazione nazional-popolare come Sanremo, ci sono tutte.

Un intervento, quello del comico toscano, che ha tenuto conto della stretta attualità politica di questi giorni e non ha risparmiato nessuno, da Berlusconi a Veltroni passando per Iva Zanicchi e Mina.

Mina "che ormai manda solo filmati come Bin Laden" ed è diventata "un mito", e quindi perchè non fare in modo che diventi di esempio per Silvio Berlusconi, il "gladiatore" al quale "non interessa la Sardegna ma la Corsica, Ajaccio".

"Berlusconi ti propongo di diventare un mito come Mina, come Greta Garbo: devi sparire, devi andare lontano. Più lontano vai e più mito sei, magari con Apicella scrivi una canzone e ogni tanto la mandi, come Mina".

Su Veltroni, dice Benigni, "non faccio battute su di lui, perché è battuto abbastanza. Tirati su, Walter ti trovo lo slogan per la prossima campagna elettorale: rialzati, Walter, che vuoi che sia la Sardegna, c’è Montecristo, c’è Capraia, ci sono le Eolie…".

"Dicono che faccio sempre battute sul centrodestra", ha continuato il comico, "il problema è che volevo fare una battuta sul governo Prodi, non ho fatto in tempo perché è caduto prima. Volevo farla su Veltroni e si è dimesso. Pensavo al governo Prodi, tempi leggendari, in cui esisteva quella cosa che chiedi quando cerchi una strada, come si dice, la terza a… sinistra. C’era pure Mastella ministro della Giustizia, che ha lavorato perché così chi veniva dopo di lui poteva sapere di non poter far peggio. Ora c’è Angelino Alfano, che ha fatto il lodo: prima accusavano Berlusconi di fare solo leggi ad personam. Ora le ha fatte per quattro personam, magari un giorno le farà per tuttibus…".

Benigni fa ridere tutti, si merita applausi ma anche le espressioni di un Paolo Bonolis terrorizzato fino a quando, alla fine, si parla di omosessualità: ricorda che gli omosessuali "sono stati seviziati e sono morti nei campi di concentramento perché amavano un’altra persona. Mettiamo che un eterosessuale si innamori focosamente di una persona dell’altro sesso e a un certo punto lo prendono, lo torturano e lo uccidono perché si è innamorato. Tanti omosessuali sono stati torturati perché amavano un’altra persona, lasciate stare il sesso. E’ un’assurdità".

Nella storia dell’umanità, continua, "ci hanno fatto dei doni enormi, ed è il sentimento dell’amore che caratterizza gli omosessuali. E quando c’è l’amore tutto diventa grande. Nemmeno la fede rassicura, l’unica cosa che rassicura è l’amore". Poi ricorda Oscar Wilde, "messo ai lavori forzati per la sua omosessualità. In prigione ha scritto una lettera alla persona per la quale era stato condannato".

Legge la lettera e lascia il teatro con una standing ovation.

Il monologo di Roberto Benigni a Sanremo è stato eliminato da YouTubea seguito di un reclamo da parte della Rai.

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