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15 Dec

Il sangue dei vinti, stasera e domani su Rai 1

dgmag - 6 dicembre 2009
6 dicembre 2009
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Stasera e domani su Rai 1 va in onda Il sangue dei vinti serie liberamente tratta dal best seller di Giampaolo Pansa che racconta il dramma di un manipolo di partigiani, a Roma nel 1943.

Questa resa dei conti, in cui si verserà molto sangue, si arricchisce di una connotazione gialla che non è presente in Il sangue dei vinti scritto da Giampaolo Pansa.

Il sangue dei Vinti con Michele Placido, Alessandro Preziosi, Barbara Bobulova e Alina Nedelea, racconta di una guerra fratricida che si svolge nella Capitale negli ultimi mesi del fascismo e della Seconda Guerra mondiale.

E’ il 19 luglio 1943, un giorno fatale per Roma e l’Italia. E per Francesco Dogliani (Michele Placido), commissario di polizia. Pochi minuti dopo le 11, quattro gruppi di B17 e cinque gruppi di B24 bombardano lo scalo ferroviario a San Lorenzo, causando ingenti danni e molte vittime, più di duemila.

Tra gli edifici che crollano, colpiti da una bomba, c’è un palazzo popolare dove Dogliani vive e dove è stato scoperto il cadavere di una giovane prostituta, Costantina (Barbora Bobulova), uccisa con un colpo di pistola che ne ha sfigurato il volto. Nel modesto appartamento della morta, nascosta dentro un armadio, il commissario scopre la piccola figlia della prostituta, Elisa. Riesce a salvarla, portandola via in braccio, pochi istanti prima dello scoppio che sbriciola il caseggiato distruggendo ogni cosa e facendo “sparire” il cadavere di Costantina, quindi le prove di un delitto.

Nel corso del bombardamento muore il giovane marito della sorella di Dogliani, Lucia (Alina Nedelea). Gli sposi stavano venendo a Roma in viaggio di nozze. Di Lucia si occupa Ettore (Alessandro Preziosi), l’altro fratello, militare. Dogliani infatti insiste ad indagare nonostante il caos dovuto al bombardamento, e la scomparsa del "corpo del reato". Lo fa per una sorta di impegno morale preso con la piccola Elisa e perché, nonostante tutto e tutti, il fiuto gli dice che quello non è un omicidio ‘qualunque’. Ben presto il commissario scopre il convivente della donna, un infermiere del Policlinico, tale Foresi (Valerio Binasco), con precedenti penali e sospettato di essere un sovversivo. Le evidenze sono tutte contro di lui, che viene arrestato. Dogliani scopre anche che la morta ha una sorella, Anna (Barbora Bobulova), giovane attrice di teatro che ha appena debuttato con l’Antigone di Sofocle. Anna ha un amante importante, Nardi (Massimo Poggio), funzionario del ministero per la propaganda.

I due hanno atteggiamenti che insospettiscono Dogliani, che sta loro addosso tanto da indispettire Nardi, che lo fa trasferire a Ventotene. Ma siamo al 25 luglio. Il Re fa arrestare Mussolini e Badoglio prende le redini del governo dichiarando che la guerra continua. I fascisti non si fanno più vedere in giro. Gli antifascisti escono dalle prigioni e, tra questi, anche Foresi. Anche i confinati politici lasciano Ventotene. Dogliani è uno degli ultimi a lasciare l’isola.

Alla stazione, dove aspetta il treno per Roma, ascolta trasmesso dalla radio l’annuncio dell’armistizio. E’ l’8 settembre del 1943. Tornato a Roma, viene raggiunto da suo fratello che ha combattuto con gli insorti a porta San Paolo contro i tedeschi. In mancanza di ordini dallo stato maggiore, Ettore si è tolta la divisa e si è unito agli antifascisti. Dogliani lo salva da un posto di blocco tedesco, ma, per agevolargli la fuga, si prende una pallottola in un polmone. Il commissario passa lunghi mesi in ospedale, dove riceve la visita di Nardi che, nel frattempo, si è unito a Salò. La vista di Nardi e una sua frase sibillina, riaccendono in Dogliani l’interesse per l’indagine che riguarda la morte di Costantina. Vorrebbe fare altre domande a Nardi, ma un comando dei gap lo uccide.

E’ il gennaio del ’45: Dogliani torna in Piemonte, nella casa dei genitori, per un periodo di convalescenza. Qui rivede sua sorella Lucia. La giovane si è indurita dopo la morte del giovane marito ed i continui bombardamenti degli americani l’hanno portata a nutrire un sordo rancore verso gli alleati. A cena, ha un violento scontro con tutti gli altri, che accusa di tradimento e di aver calpestato l’onore. Lucia, una mattina, abbandona la casa e va ad arruolarsi come ausiliaria nell’esercito della Rsi. L’anziano padre prega Dogliani di correrle dietro, riprenderla e riportarla a casa.

Il tentativo di Dogliani di convincere Lucia a tornare a casa fallisce. La vede andar via su un camion, cantando insieme ad altre camicie nere.

Dogliani però non desiste. Si mette a cercarla. Raggiunge il comando partigiano dove milita suo fratello Ettore (Alessandro Preziosi) e lì scopre, con sua sorpresa, che c’è Foresi (Valerio Binasco) in qualità di commissario politico della brigata. Per Dogliani, nonostante tutto, Foresi resta l’indiziato numero uno di un delitto. Ha con lui un dialogo brusco, tanto che suo fratello Ettore gli consiglia di andar via e lo affida ad una guida, Caronte (Vincenzo Crivello), che lo riporterà verso casa.

Quando arriva finalmente a casa, scopre che è stata devastata ed i suoi genitori sono stati uccisi. L’odio montante tra le due parti in guerra non li ha risparmiati. Mentre li seppellisce, Dogliani viene raggiunto dal fratello Ettore. Dogliani accusa i compagni del fratello dell’uccisione dei genitori. La politica e gli odi innescati dalla guerra civile li dividono.

Dogliani riprende a cercare Lucia. La vuole salvare a tutti i costi. La trova presso un distaccamento di camicie nere e tedeschi. Parla con lei, ma ogni tentativo per convincerla a mollare tutto e tornare a casa fallisce. Lucia ha fatto la sua scelta e vuole rispetto. Ama tutti i suoi famigliari ma vuole compiere il suo destino.

Mentre parla con Lucia, Dogliani vede arrivare Anna (Barbora Bobulova) insieme alla bambina, la figlia di Costantina (Barbora Bobulova). Sono state prese dai tedeschi, mentre Anna faceva la staffetta partigiana. Dogliani (Michele Placido), con l’aiuto di Lucia, riesce a far fuggire Anna e la bambina. Trovano rifugio in una baita di montagna, mentre i nazifascisti mettono a ferro e fuoco le campagne.

Nella baita Anna racconta la sua verità sulla morte di Costantina. Dice che c’è stata una violenta lite a causa di Nardi, e che è partito casualmente un colpo. Dogliani non ci crede anche perché ha capito che in realtà la morta non è Costantina, ma Anna l’attrice. Approfittando della straordinaria somiglianza, Costantina si è sostituita ad Anna. Vistasi scoperta, Costantina ammette ma sostiene che comunque la morte di sua sorella è stata una disgrazia. Lei ha preso la sua identità per poter stare accanto a Nardi, spiarlo e riferire tutto al gruppo antifascista di cui faceva parte. Dogliani non sa se crederle, sospetta che, con la scusa della politica, si nasconda un movente privato, più basso e meno nobile.

E’ il 25 aprile, l’insurrezione. I partigiani scendono dalle montagne ed entrano nelle città. Fascisti e tedeschi si arrendono, tranne alcuni gruppi che resistono ad oltranza in cerca della "bella morte". Tra questi c’è anche Lucia che ha seguito un marò in cima ad un campanile da dove fa cecchinaggio contro la gente in strada. A snidare i cecchini c’è Ettore con i suoi uomini, ma viene colpito e muore tra le braccia di Dogliani appena arrivato.

Dogliani vede portar via Lucia a bordo di un camion. Sa che la portano a morire. Nel disperato tentativo di salvarla, va a cercarla ovunque. Incontra perfino Foresi ed Anna, che gli danno una indicazione frammentaria. Quando arriva sul luogo indicato, non c’è più niente, solo le tracce di una fucilazione. Dogliani si convince che sua sorella Lucia è scomparsa in una delle tante fosse comuni.

Anni dopo, Dogliani si trova in macchina con Elisa, la figlia di Costantina, che ormai è diventata una donna adulta. Viaggiano verso il nord, verso una destinazione che Dogliani non conosce ma dove Elisa ha deciso di portarlo. Durante il viaggio i due si confrontano e si scontrano su quel passato che li ha divisi e ancora in parte li divide. Elisa porta Dogliani da Costantina, ormai vecchia. Costantina dice al commissario che è ora che i morti riposino in pace. Su indicazione di Costantina, Dogliani raggiunge il luogo dove è stata sepolta Lucia. Si tratta di una fossa comune divisa dal vero cimitero da un muretto. Muretto che Dogliani vorrebbe abbattere con le sue mani.

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