In nome del figlio, su Rai 1 la storia di Gianluca Sciortino

La storia del piccolo Gianluca Sciortino (Renato Quattordio), oggi ventiseienne, risvegliatosi dal coma dopo quaranta, interminabili giorni sulle note di una canzone del suo cantante preferito, Antonello Venditti, è raccontata nel film di Alberto Simone In nome del figlio, che Raiuno propone domenica 16 novembre in prima serata.

Gianluca nel 1992 ha solo dieci anni e un grande amore, quello per la musica. Una mattina come tante sua madre lo accompagna a scuola ma il destino è pronto a riservargli una brutta sorpresa proprio sui banchi: un’emorragia cerebrale improvvisa, inspiegabile.

Poi la corsa spasmodica in ospedale, l’intervento chirurgico e una diagnosi terribile: coma irreversibile.

Gerarda (Lorenza Indovina) e Pino (David Coco), i suoi genitori, sebbene distrutti, sentono subito l’esigenza di non potersi rassegnare a quel destino ingiusto e soprattutto Gerarda capisce che non può accettare il verdetto: suo figlio ha bisogno di lei, in quel momento più di sempre.

Allora decide di rompere il muro di vetro che la separa da Gianluca: vuole parlargli e toccarlo. Così, con una determinazione che le è sconosciuta, chiede ed ottiene di poter passare con il bambino dieci minuti al giorno, un permesso impossibile per un reparto di Terapia intensiva.

Dieci minuti per massaggiargli il corpo con amore, per raccontargli le sue giornate, le sue favole preferite, per tenere in vita i suoi ricordi; solo in lei ha, giorno dopo giorno, la convinzione di una risposta, seppure impercettibile, del bambino a quelle sollecitazioni affettuose.

E allora si fa coraggio e, con una grande intuizione, comincia a registrare tutti i suoni della vita che Gianluca ha lasciato fuori dal suo letto d’ospedale: i suoni della casa, della scuola, del calcio e soprattutto la musica che Gianluca amava.

Nonostante in molti la considerino ormai pazza, lei continua a portare al bambino la sua vita sotto forma di suoni, di parole, di musica per oltre quaranta interminabili giorni, sospesa tra la paura e la speranza.

Ma finalmente il 24 dicembre del 1992, alla vigilia di Natale, avviene l’imprevedibile: Gianluca riesce finalmente a svegliarsi dal coma ripetendo proprio le parole di una canzone che sua madre gli sta facendo ascoltare.

Era Dimmelo tu cos’è e la voce era quella da Antonello Venditti, il suo cantautore preferito.