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16 Dec

Io ti assolvo, Garko prete censurato

dgmag - 15 gennaio 2008
15 gennaio 2008
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Dopo i gangster e i mafiosi, la televisione italiana porta sullo schermo le avventure di un prete alle prese con un passato difficile con cui continuare a fare i conti.

Si tratta del film tv Io ti assolvo, diretto da Monica Vullo e interpretato da Gabriel Garko, in onda su canale 5 il 15 gennaio in prima serata.

Si tratta nello specifico di un thriller "a metà fra Hitchcock e Dario Argento ma con elementi melò. Un genere non frequentato dalla tv italiana, con scene un po’ dure. E’ utile per capire che cosa vorrà il pubblico fra due o tre anni", per dirla con le parole Giancarlo Scheri, direttore della Fiction Rti.

E infatti Io ti assolvo va in onda con il bollino rosso in quanto oltre a morti e scene violente, racconta tematiche in qualche modo scabrose come una storia gay in cui è coinvolto un padre di famiglia, un’ipotesi di omosessualità del sacerdote (Gerardo Amato) la cui morte violenta dà il via al film e all’indagine del commissario Lariano (Lorenzo Flaherty) e anche un bacio tra il protagonista Padre Francesco (Gabriel Garko) e una ragazza (Cosima Coppola), bella quanto la donna di cui era stato innamorato.

"Non ci sono scene più forti di tanto cinema che passa in tv, anche in prime time o nei tg", ha dichiarato il direttore della fiction Rti Giancarlo Scheri. "Non ci sono spezzoni splatter o grandguignolesche. E’ chiaro: parliamo di un serial killer certe atmosfere sono inevitabili ma questo prodotto è assolutamente difendibile e il pubblico è maturo per seguirlo, del resto la responsabilità è condivisa con lo spettatore che avvertito da noi con il bollino deve sapere come comportarsi".

Non si tratta dunque di un nuovo Uccelli di Rovo ma, stando alle parole di Gabriel Garko, più di un personaggio "vicino al Montgomery Clift di Io confesso".

La parte del sacerdote che Garko ha tentennato ad accettare: "ho pensato: no, sono troppo bello per fare il prete, ne va della credibilità del personaggio. Poi mi sono detto che la bellezza non può essere un limite. E ho studiato da prete, ho incontrato alcuni sacerdoti, ho imparato a dire messa, a muovermi in maniera composta".

"Ho dovuto cambiare il mio modo di camminare e soprattutto i gesti. Le scene più impegnative sono state quella in cui celebravo la messa, durante la quale sono stato affiancato da un sacerdote e un’altra girata sott’acqua, per affrontare la quale ho seguito per tre mesi insieme a Cosima Coppola un corso di sub", ha aggiunto.

Le premesse ci sono, l’attesa del pubblico (specie quello femminile) è alta e a questo punto non resta che vedere se davvero Io ti assolvo sarà in grado di modificare le preferenze degli spettatori in materia di film per la tv: c’è da dire che con un Gabriel Garko in così splendida forma sarà difficile non centrare il bersaglio.

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