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La linea d’ombra con Massimo Picozzi torna su Rai 2

12 maggio 2009
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Cosa c’è dietro e dentro ad un crimine? Cosa scatta nella mente di un assassino seriale? Perché la normalità diventa improvvisamente follia?

Domande alle quali cerca di rispondere per il secondo anno La Linea d’ombra, il programma di Raidue condotto dal criminologo Massimo Picozzi in onda da stasera in seconda serata su Raidue.

Dieci puntate, dieci storie ad altissima tensione di criminali e crimini: Massimo Picozzi torna a raccontare come e perché nasce un delitto, cosa si cela dietro ad una mente criminale, e cosa scatta quando si supera la linea d’ombra tra lecito e illecito.

Ad aprire la serie delle storie, narrate dal programma anche attraverso filmati inediti, ricostruzioni filmate in alta definizione, reperti investigativi, documenti originali e testimonianze dirette, il caso Ludwig: una lunga scia di 18 delitti tra Italia e Germania.

Poi, tra le altre, quelle di Milena Quaglini, una donna che reagì alle violenze subìte diventando un’omicida seriale; di Pietro De Negri, il canaro della Magliana; di Pietro Maso e Carlo Nicolini, assassini con moventi diversi dei propri genitori; di Giancarlo Giudice, un serial-killer che uccideva anziane prostitute per vendicarsi della matrigna; di Mohamed Sebai, un immigrato tunisino assassino seriale.

Tutti casi chiusi a livello giudiziario e dei quali il programma propone una doppia lettura: da una parte l’analisi approfondita della psicologia del personaggio, dall’altro una ricostruzione del contesto sociale in cui è maturato il crimine, affrontando temi come la questione femminile, la delinquenza, il problema della droga e quello dell’immigrazione.

Riflessioni raccontate anche da quattro voci, quattro angoli visuali diversi per ogni delitto: Giustizia, Fede, Psiche e Investigazione, con gli interventi, in ogni puntata, del giudice Severino Santiapichi, di monsignor Gianfranco Ravasi, del filosofo Umberto Galimberti e della scienziata forense Cristina Cattaneo.

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