La Linea d’Ombra, storie di vittime e assassini

Un viaggio tra follia e malvagità, tra storie di omicidi, di crudeltà e di malattia. Otto casi di vittime e assassini: casi nei quali una giuria ha stabilito un verdetto certo, nei quali il colpevole ha un volto, ma le ragioni sono oscure e misteriose.

Gianfranco Stevanin, il killer delle prostitute; Jeffrey Dahmer, il “cannibale” di Millwaukee; Michele Profeta, il “serial killer delle carte da gioco”; Andreij Chikatilo, il “mostro” di Rostov; Sonya Caleffi, l’infermiera “angelo della morte”; Richard Kuklinski, l’uomo “ghiaccio”; Daniela Cecchin, l’erotomane assassina; Harris e Klebold, i massacratori di Colombine.

Storie raccontate, da stasera in seconda serata su Raidue, da La Linea d’Ombra, il nuovo programma condotto dal criminologo Massimo Picozzi: otto puntate, a cominciare dal caso di Maurizio Stevanin, per una doppia lettura di ogni delitto.

Quella degli investigatori, dei testimoni, degli esperti della scientifica, dei medici legali per comprendere cosa sia successo, caso per caso, delitto per delitto; e quella che porta alle ragioni perverse di un gesto, alla “linea d’ombra” oltre la quale si cela la mente di un assassino. Interrogativi, questi ultimi, ai quali tentano di rispondere filosofi, teologi, criminologi, psichiatri.

La Linea d’Ombra si propone così di essere una cronaca fedele che ripercorre le tappe delle investigazioni, dalla scoperta di una vittima alla identificazione del suo carnefice: ogni caso viene illustrato attraverso immagini di repertorio, fotografie, interviste, ricostruzioni nei laboratori della polizia scientifica di Roma e in quelli di antropologia forense di Milano, riproponendo anche i momenti del delitto, gli attimi della vita degli assassini, con l’aiuto dei rapporti ufficiali di polizia, dei verbali di interrogatorio, dei fascicoli del processo, delle perizie psichiatriche.