La storia di Suor Bakhita diventa una fiction Rai

La Rai Fiction continua a proporre interessanti novità di altissima qualità con Bakhita, la mini-serie in due puntate diretta dall’ottimo Giacomo Campiotti, vincitore del Roma Fiction Fest 2007 con la mini-serie intitolata Giuseppe Moscati.

"Qualcuno mi ha chiesto perchè fare un’altra opera religiosa" rivela il regista, "personalmente lo ritengo un privilegio poter raccontare storie che possono far riflettere in questo momento di grande smarrimento. E’ stata una grande opportunità e spero mi si presenti anche nel futuro".

Bakhita è una storia singolare ed eccentrica che abbraccia temi universali e attuali come la diversità, la solitudine, il pregiudizio, la superstizione anche se gli avvenimenti narrati sono ambientati alla fine dell’800 inizio ‘900.

Tratto liberamente dalla storia vera della vita della Santa africana Giuseppina Bakhita, beatificata nel 17 Maggio 1992 da Papa Giovanni Paolo II, la fiction si apre con la morte della santa e il racconto delle sue gesta eroiche da parte di Aurora Marin (una superba Stefania Rocca), una persona che ha avuto modo di conoscerla quando era bambina.

 

Bakhita (l’esordiente Fatou Kine Boye), che in arabo vuol dire fortunata, era stata catturata e allontanata dal suo villaggio quando era ancora una bambina per condurre una triste esistenza di schiava; un giorno Federico Marin (Fabio Sartor), un commerciante italiano senza scrupoli, in uno dei suoi tanti viaggi speculativi in Africa, decide di acquistarla e portarla a in Veneto, nella sua dimora.

Bakhita arrivata in Italia, vedrà per la prima volta la neve e verrà guardata con paura e curiosità dai contadini ignoranti delle terre di Marin che la chiameranno "Diavolo Nero".

Bakhita scoprirà a sue spese che il cuore bianco del Veneto non è certo diverso dal cuore di tenebra del Sudan, ma la sua venuta cambierà tutti nel profondo grazie al suo sorriso infinitamente dolce e il suo sguardo limpido e innocente di chi guarda per la prima volta la realtà che la circonda.

  

La sceneggiatura ben articolata, supportata da un eccellente lavoro sui costumi e sulla fotografia, aiuta la storia a decollare ed assumere un respiro cinematografico confermando la tendenza attuale che mira a diminuire le distanze tra piccolo e grande schermo; Bakhita è una mini-serie emozionante che rapisce e coinvolge inneggiando ai buoni sentimenti, lasciando in disparte la retorica e i facili luoghi comuni.

La presentazione di Bakhita nel corso del Roma Fiction Fest ha sollevato comunque alcune polemiche riguardo la natura troppo romanzata del racconto; ecco alcune domande rivolte in conferenza stampa ai protagonisti.

D Come mai avete scelto di rappresentare la vita di una Santa?

R- Ida DI Benedetto: A me piacciono le sfide. Il soggetto di Bankhita nasce tanti anni fa, prima che si costituisse la mia casa di produzione Titania. E’ stato un lungo percorso durato sette ani, ma sono orgogliosa del risultato. La fiction contiene numerosi temi di grande attualità e il messaggio che si vuole comunicare è apriamo il nostro cuore

R- Giacomo Campiotti: E’ una storia sul significato della vita. Oggi la grande promessa di benessere ha portato solo illusioni e infelicità. Bakhita è come un marziano che guarda il mondo per la prima volta. Anche se lei non ha nulla, offre tutto per migliorare il mondo. Girare la fiction tra l’Italia e l’Africa ci ha messo a dura prova, ma alla fine gli sforzi sono stati ricompensati.

 

D- Quanto c’è di vero nella storia?

R- Campiotti: La storia è liberamente ispirata. Lei nasce in un villaggio nel Darfur e non conosce la sua data di nascita perchè il senso del tempo è molto diverso lì. Mi sono ampiamente documentato con gli sceneggiatori e poi abbiamo cercato di sintetizzare 30 anni della sua vita, modificando e aggiungendo qualche personaggio, qualche avvenimento, senza però mai tradire lo spirito coraggioso della vera Bakhita.

R- Di Benedetto:
Bisogna ricordare che si tratta di una fiction e non di un documentario. Abbiamo cercato di raccontare la poesia della sua vita, di non tradire il personaggio attraverso forzature legate alla narrazione. Poi sarà il pubblico a giudicare se ci siamo riusciti o meno.

La miniserie Bakhita, costata circa 4 milioni di euro, sarà trasmessa da Rai1 in autunno.