La tv italiana è troppo violenta

Sono 37 le violazione del Codice di autoregolamentazione tv e minori accertate nel 2007 e 42 le sanzioni adottate secondo il bilancio tracciato dal Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori (diventato con decreto dello scorso anno "Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori") che ha presentato il Consuntivo 2007, ovvero una fotografia dell’attività del Comitato in cinque anni (dal 2003 al 2007) e nell’ultimo anno.

Dal suo insediamento nel 2003 il Comitato ha preso in esame, su segnalazione o d’ufficio, 1881 casi di possibile violazione del Codice: sono stati avviati 565 procedimenti in contraddittorio con le emittenti e, nel quinquennio, sono state 200 le risoluzioni che hanno rilevato violazioni degli impegni assunti dalle emittenti nella tutela dei minori.

Nell’arco di cinque anni i programmi più sanzionati sono stati film e telefilm (58), informazione (29), talk show (28), pubblicità (20) e varietà (19); nello stesso periodo di tempo le televisioni più sanzionate sono state Mediaset (87), la Rai (55) e a seguire La7 (16), le televisioni satellitari (13) e le televisioni locali (34 in cinque anni).

Nel 2007, dicono al Comitatyo, "c’è stato un calo naturale di interesse intorno ai reality" ma si è accentuato il tema della violenza presente in televisione: "troppa violenza" spalmata su cronaca e informazione, film e telefilm criminal-polizieschi, tanto che "il tema della violenza è stato al centro di almeno 23 delle 37 risoluzioni di violazione deliberate nel 2007". Si tratta, dice il Comitato, di "violenza fisica o verbale o psicologica; violenza singola o di branco; violenza traumatizzante o cronicizzata; violenza di mano o di videotelefono; violenza nella scuola, di vicinato, borgo, stadio calcistico, metropoli interetnica, o addirittura in seno alla famiglia" e tutto questo in diverse declinazioni, "dalla narrazione cronistica alla narrazione di fantasia". E’ però migliorato il sistema di avvertenze con avvisi e bollini che indicano se il tipo di trasmissione è adatta ai minori.

Va dunque promossa, rileva il Comitato, la fascia protetta dalle 16 alle 19 (16-20 per la Rai) "per assicurare alle famiglie un’oasi a tutela dei ragazzi veramente garantita"; il rispetto di questa fascia oraria resta un "obiettivo primario", "anche se le rilevazioni di ascolto indicano senza incertezze che l’orario in cui i ragazzi sono più numerosi davanti al televisore non è quello pomeridiano ma di gran lunga la prima serata" e il televisore è spesso in camera. Ma "la ragion d’essere della fascia protetta", continua il Comitato, risiede "nel presupposto che nelle tre ore considerate siano particolarmente numerosi i minori presenti davanti al televisore senza il sostegno di adulti".

Presto partirà una banca dati che renderà disponibili sul sito www.tveminori.it studi, ricerche, tesi di laurea, convegni e pubblicazioni sul rapporto ragazzi e media; fra gli obiettivi futuri anche blog, forum e multimedialità.