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12 Dec

Le scuse di Ilaria D’Amico per Beppe Grillo non convincono

La Redazione
3 aprile 2009
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Dopo il comportamento di Beppe Grillo su La 7, Ilaria D’Amico ha deciso di scusarsi per aver scelto di invitare il comico in trasmissione.

Pentita per la scelta, la conduttrice dice: "avevo creduto di poter riportare dopo tanto tempo le posizioni di Grillo all’interno di un confronto televisivo corretto dedicato a tutti i telespettatori, anche a quelli che normalmente non amano la piazza. Evidentemente mi sbagliavo".

"Grillo ci aveva promesso un confronto aperto con gli altri ospiti e non potevamo certo immaginare che avrebbe abbandonato la diretta lasciando in sospeso molte domande e un dibattito che di fatto non si è mai avviato"

"La presenza di Beppe Grillo", prosegue la D’Amico, "pensavo potesse rappresentare un interessante elemento di dibattito su un tema così importante come la privatizzazione dell’acqua, che negli accordi presi con Grillo e nella costruzione del panel degli ospiti in studio, era l’argomento su cui avevamo concordato la sua presenza in diretta".

"Il suo intervento invece", conclude la giornalista, "non solo ha divagato su temi molto diversi, dei quali evidentemente si è assunto la responsabilità, ma non ha lasciato nemmeno spazio al dialogo. La sua assenza dal collegamento prima, il suo repentino abbandono poi, hanno infatti impedito a me qualsiasi interazione e a tutti gli ospiti eventuali repliche".

Succede tutto così, in un attimo, e succede così che la brava Ilaria D’Amico debba scusarsi per il comportamento di un ospite che avrebbe dovuto comportarsi in maniera diversa; ma, ci chiediamo noi, scusarsi per cosa?

Per non aver compreso cosa sarebbe potuto accadere? Per aver pensato di essere talmente bravi da riuscire a placare un personaggio che si lancia a razzo, famoso per i suoi modi invadenti e straripanti, noto per essere difficile da gestire e da "chetare".

Se una scelta è stata fatta, quella di invitare Beppe Grillo in trasmissione, perchè rinnegarla? Se una scelta è stata fatta, quella di cercare di spostare telespettatori e di guadagnare punti nella guerra dell’Auditel, perchè rinnegarla?

Forse l’unica cosa di cui ci si dovrebbe scusare, e solo e soltanto con i telespettatori (che peraltro sono anche cittadini che votano), è di aver peccato di superiorità nel credere di poter ammansire un Beppe Grillo abituato a parlare alle masse, a citare Obama dimenticandosi che il presidente Usa parla e si confronta con tutti senza negare, e negarsi, mai il contraddittorio.

Ribadiamo il concetto: se ci si riempie la bocca di termini come democrazia, si dovrebbe imparare ad ammonistrare anche i contenuti che riempiono le parole. E, in questo caso, non ci siamo proprio.

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