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11 Dec

Libertà di informazione, il Tg1 nella bufera

5 ottobre 2009
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E’ bufera al Tg1 dopo il caos scatenato da Augusto Minzolini, direttore, che ha delegittimato la manifestazione per la libertà di informazione che si è tenuta sabato scorso a Roma.

In un’editoriale andato in onda durante l’edizione del Tg1 delle 20 di sabato, Minzolini ha dichiarato: "lo dico senza spirito polemico: la manifestazione di oggi per la libertà di stampa per me è incomprensibile. Manifestare è sempre legittimo e salutare per la democrazia, ma in un Paese dove negli ultimi tre mesi sono finiti nel tritacarne mediatico Berlusconi, l’avvocato Agnelli, l’ingegner De Benedetti, l’ex direttore di Avvenire, il direttore di Repubblica e tanti altri, denunciare che la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo".

Secondo Minzolini, infatti, sarebbe "in atto uno scontro di poteri nell’informazione e la manifestazione di oggi fotografa una realtà: una manifestazione convocata contro la decisione del premier di presentare due querele, a Repubblica e all’Unità. In realtà negli ultimi 10 anni sono 430 le querele dei politici, per il 68% di esponenti di sinistra. E’ possibile che la libertà di stampa venga messa in pericolo solo da due querele di Berlusconi?".

Il direttore del Tg1 ha continuato sostenendo che "la manifestazione di oggi è un episodio di questo scontro perché fotografa una disparità. E’ stata convocata contro la decisione del premier di querelare due giornali, Repubblica e Unità. Si confessano due sole querele ma non quelle che colpiscono gli altri giornali, magari di diverso orientamento".

Giudizio finale che chiosa in questo modo: "la difesa corporativa non fa bene all’autorevolezza dei media; specie in Italia, dove si ha una strana concezione del pluralismo dell’informazione. Ci sono giornali che si considerano depositari della verità e che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi: chi ha questa concezione, manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico".

Immediata la replica sdegnata del Cdr del Tg1 composto da Claudio Pistola, Alessandro Gaeta e Alessandra Mancuso, che ha letto in diretta ieri sera durante il Tg1 delle 20 un suo comunicato stampa in cui prende le distanze dalle parole di Minzolini: "il Tg1 non è mai stato schierato, nella sua storia, contro alcuna manifestazione. Ieri il direttore lo ha allineato contro la manifestazione del sindacato unitario dei giornalisti per la libertà d’informazione, cui ha aderito una moltitudine di cittadini. Il Tg1 ha per sua tradizione un ruolo istituzionale, non è un tg di parte. E’ il Tg di tutti i cittadini, anche di quelli che hanno manifestato per chiedere il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione. E cui sbrigativamente è stato detto di aver fatto una cosa ‘incomprensibile’. Il Tg1 va in tutte le case. E’ servizio pubblico e rispetta ogni opinione e sensibilità per non mettere in gioco il suo patrimonio di credibilità. Ai telespettatori che in queste ore fanno giungere le loro proteste l’impegno del comitato di redazione perché siano recuperati rispetto ed equilibrio. Ai vertici aziendali chiediamo una convocazione urgente per esprimere le nostre preoccupazioni".

Dopo il comunicato del cdr del Tg1 è intervenuto lo stesso direttore Augusto Minzolini sostenendo che "quella nota del cdr, è la dimostrazione che c’è chi manifesta per la libertà di stampa ma è intollerante verso chi ha una opinione diversa".

L’editoriale di Augusto Minzolini e la replica del Cdr del Tg1:

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