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18 Dec

Michele Santoro contro tutti ad Annozero, video

La Redazione - 21 maggio 2010
La Redazione
21 maggio 2010
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E’ stato un vero e proprio show personale quello che Michele Santoro ieri sera, in apertura di Annozero, ha regalato ai telespettatori nel raccontare i motivi per i quali ha deciso di interrompere il contratto con la Rai diventandone consulente.

In realtà Santoro ha puntato il dito contro tutto e tutti, spiegando di aver deciso di lasciare in quanto in Rai la maggioranza e l’opposizione "decidono cosa accade" e prendendosela apertamente con il quotidiano Repubblica reo di aver praticato "indifferenza […] verso i problemi della libertà del giornalista televisivo. Dove era Repubblica quando noi venivamo sanzionati dall’Authority in dispregio a quello che prevede la Costituzione sulla libertà di espressione? Dov’erano quando si abolivano i docudrama e si intraprendeva una battaglia contro il fatto che un genere che impera in tutta Europa in Italia diventava proibito".

Motivando la sua scelta, Santoro ha spiegato di aver preso questa decisione dopo anni di ostracismo e problemi di censura che hanno minato le basi di Annozero, rispondendo per le rime a Bruno Vespa che aveva dichiarato che al giornalista di Rai 2 tutta la situazione andava più che bene: "ora, che Vespa, pagato come l’ultimo Oscar da protagonista per fare un programma in crisi, dia lezioni a noi, è veramente troppo".

Poi la presa di posizione: "se si pensa che Annozero sia un prodotto proibito e scabroso del servizio pubblico, che non prevede quel tasso di libertà, di spregiudicatezza, di senso critico, allora lasciatemi andare via. Posso recuperare quel respiro di libertà che ha caratterizzato Raiperunanotte e non restare accerchiato come il generale Custer e restare vittima degli amici e dei nemici".

"L’accordo è ancora lì", ha aggiunto. "Se volete che resti chiedetemelo. Ma Annozero deve essere considerato la perla del servizio pubblico. Se mi considerate un estraneo, allora arrivederci e grazie. Trenta anni di battaglie non possono essere cancellati e il mio pubblico capirà".

Una sorta di catarsi mediatica quella di Michele Santoro e la voglia di liberarsi di sassolini finiti nelle scarpe per anni, strizzando l’occhio allo zoccolo duro dei telespettatori che sarebbe disposto a seguirlo anche se andasse a finire su un’emittente difficilmente raggiungibile.

Non a caso l’incipit, che diventa anche l’atto conclusivo del discorso di Santoro, è chiaro: "gli unici ad avere sicuramente ragione sono i telespettatori che possono perfino insultarmi. Un programma come il nostro non crea un movimento politico ma una comunità. Per cui quando il programma che noi preferiamo ci viene portato via, ecco che lo spettatore giustamente si incazza".

Il monologo di Michele Santoro ad Annozero di ieri sera:

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