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11 Dec

Michele Santoro lascia la Rai e va a La7

7 giugno 2011
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Si chiude l’esperienza di Michele Santoro con la Rai: ad annunciarlo è stata la televisione pubblica che ha dichiarato che entrambe le parti hanno deciso di chiudere consensualmente il rapporto di lavoro.

E il futuro di Michele Santoro si deciderà in queste ore anche se molti, Enrico Mentana in primis, lo danno vicinissimo a La7 con un programma di approfondimento simile ad Annozero.

Michele Santoro era potuto tornare sulla Rai con Annozero grazie ad una sentenza che aveva obbligato la tv pubblica a riassumerlo dopo che nel 2002 aveva perso la possibilità di farlo a causa di quello che era stato definito "l’editto bulgaro".

Immediate le reazioni del mondo politico e del mondo del giornalismo: Lucia Annunziata ha dichiarato che si tratta di una scelta azzardata perchè tutti, giornalisti e conduttori, devono e possono esprimere il loro dissenso sulla tv pubblica mentre l’IDV e l’opposizione parlano di volontà del Governo di mettere a tacere le voci scomode in vista delle prossime elezioni nonostante il grande successo raggiunto dal programma di Santoro che ogni giovedì porta a casa circa il 21% di share fisso contribuendo ad alzare la media del canale che si ferma all’8%.

Il rapporto tra Michele Santoro e la Rai dura, tra alti e bassi, da circa 30 anni ma i primi problemi sno nati proprio nel 2002 quando Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a Sofia sostenne che Santoro, Luttazzi e Biagi stavano facendo "un uso criminoso della televisione pubblica"; il 31 maggio dello stesso anno andò in onda l’ultima puntata di Sciuscià cancellato, insieme ai programmi di Luttazzi e Biagi, "per motivi di tutela aziendale".

Santoro citò dunque la Rai per licenziamento senza giusta causa e nel 2005 un giudice del lavoro del Tribunale di Roma condannò l’azienda di Viale Mazzini ad un risarcimento pari ad 1 milione e 400 mila euro oltre al reintegro del conduttore.

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