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11 Dec

Morgan contro il Festival di Sanremo a Il fatto del giorno

24 febbraio 2010
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Indiscusso protagonista, nonostante non fosse in gara o forse proprio per questo, dell’ultimo Festival di Sanremo, Morgan è stato intervistato oggi pomeriggio a Il fatto del giorno.

"Rifarei tutto, forse lo rifarei meglio, sono un uomo libero, finchè non mi mettono in galera", ha detto Morgan aggiungendo: "vediamo se qualcuno mi mette in galera per ragioni ideologiche".

L’artista ha poi affermato che l’Italia "non è un paese ipocrita ma è un paese che ha paura. Secondo me c’è una sacco di brava gente, di buon senso e di bella musica, cosa che a guardare un Sanremo verrebbe da dire che non esistono. Tutti contestano l’uso farmacologico, poi se gli frughiamo nelle tasche hanno il Tavor e sono pieni di vino. Mi fa veramente schifo una persona con l’alito che puzza di alcool".

Morgan ha poi avuto parole di fuoco contro Sanremo sostenendo che "è stato di qualità davvero bassa" e che "vedendolo mi riaddormentavo, come si fa con un brutto film. La prima serata l’ho vista per pura informazione".

"In un festival di regime non potevo esserci, ero troppo pesante. Ci tenevo ad andare per la questione musicale", ha aggiunto il cantante che ha spiegato di salvare, tra gli artisti in gara, "Enrico Ruggeri, Irene Grandi, Malika Ayane e Marco (Mengoni) perchè il pezzo l’ho scritto io… potevano anche avvertirmi comunque".

Quanto alla polemica inscenata dall’orchestra nell’ultima serata Morgan ha detto che "non avrei fatto un atto violento, di sberleffo sì. Gli orchestrali hanno fatto veramente bene. Questo è per me il dettaglio più importante. L’orchestra amava tantissimo la mia canzone, ad esempio, perchè era stata scritta per un’idea sinfonica".

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