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17 Dec

Morte Raimondo Vianello, le reazioni e i ricordi

dgmag - 15 aprile 2010
15 aprile 2010
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Una volta appresa la notizia della morte di Raimondo Vianello, il mondo della politica, della cultura, dello spettacolo e dello sport si è dato un gran da fare per ricordare il grande conduttore/attore che con la moglie Sandra Mondaini ha segnato davvero la storia della cultura italiana.

Il presidente Giorgio Napolitano, appresa la notizia, ha inviato a Sandra Mondaini un messaggio in cui esprime la sua vicinanza ricordando il popolare attore che tanto ha dato al teatro, al cinema e alla TV italiani. Lo rende noto la Presidenza della Repubblica.

Pippo Baudo: "Raimondo Vianello era un uomo eccezionale e un artista eccezionale. Il nostro era un rapporto di 40 anni, mi consideravo uno di famiglia. Spesso ci siamo frequentati fuori il lavoro, da loro si stava bene e mi sentivo a casa. Aveva sempre una battuta anche quando negli ultimi tempi non stava più bene, non ha mai perso il suo carattere. Lascia una maniera leggera di interpretare questo mestiere, non ha mai voluto essere divo pur essendo immenso, da lui nessuna prosopopea, nessuna autoesaltazione ma un senso della misura che oggi si è completamente perso". Il rapporto con Sandra Mondaini. "Ci vuole una vita per descrivere la finezza del loro rapporto, si prendevano in giro ma non riuscivano a fare a meno l’uno dell’altro. Sandra è stata l’ispirazione della sua vita e Raimondo per lei, devoti e solidali. Lei purtroppo sta molto male, si è spezzato oggi il cordone ombelicale che li ha tenuti uniti e questo mi addolora immensamente. Negli ultimi tempi non parlava più, si era come assopito, ma recentemente ero riuscito a parlarci: se mi chiami per le condoglianze anticipate hai sbagliato numero".

Raffaella Carrà: "questa morte mi schianta, dirò una preghiera per lui, ma centomila per lei".

Dario Fo: "lui era più anziano di me di 4 anni, ma abbiamo cominciato insieme prima in radio e poi in tv. Tra l’altro, mia moglie Franca Rame è molto amica della Mondaini. La comicità di Vianello, la cui scomparsa mi mette una profonda malinconia, era paradossale e innovativa, pur restando molto popolare. E’ nato come spalla di Tognazzi ma poi è stato in grado di dar vita a un personaggio originale, quello del borghese perbene e discreto alla prese con i problemi della quotidianità. In questo senso, i suoi dialoghi spesso surreali con la Mondaini erano geniali".

Maurizio Costanzo
: "Raimondo Vianello è stata la prima persona che ho conosciuto cinquant’anni fa, quando ho iniziato a fare questo mestiere. E lui, per simpatia, nel 1962 mi diede l’esclusiva del suo matrimonio: allora lavoravo per un settimanale Mondadori. L’anno dopo, al mio primo matrimonio, gli chiesi di farmi da compare d’anello. Da allora, che dire? Una vita insieme. L’unica cosa che mi rallegra è pensare che ora si sia riformata lassù la coppia Tognazzi-Vianello: staranno ridendo insieme".

Giancarlo Magalli
in diretta ai Fatti Nostri: "mentre eravamo in onda, ci hanno comunicato una notizia molto brutta, che ci rattrista come telespettatori e come amici. E’ scomparso un amico, davvero un amico. Raimondo Vianello lascia un vuoto enorme nel mondo delle spettacolo, in chi gli voleva bene e nel cuore di sua moglie Sandra, cui siamo molto vicini. Non è stato facile lavorare sapendo questa notizia. Un abbraccio a Sandra e un abbraccio a Raimondo".

Loretta Goggi
: "Raimondo Vianello era diverso da tutti gli altri. Aveva una comicità poco italiana, molto molto particolare e irraggiungibile. Non lascia eredi, nessuno l’ha potuto imitare perché era unico. Mi piace ricordare la sua immensa ironia. Quando due persone discutono, come capita a tutti, anche a me e a Gianni Brezza, tutti dicono ‘ecco i Vianello’: una coppia che ha rappresentato tutti. Per questo penso ora a Sandra Mondaini: so che sta molto male e immagino la sofferenza di queste ore. Con Gianni mi stringo a lei".

Paolo Garimberti, presidente Rai: "con Raimondo Vianello scompare uno dei pionieri della televisione italiana, un professionista raffinato, elegante e mai volgare. Un artista, un vero gentiluomo, che ha contribuito a rendere più lieve e gradevole il servizio pubblico fin dai suoi albori negli anni ’50 e a fidelizzare con la sua comicità e il suo sorriso milioni di telespettatori. La sua versatilità professionale, la sua passione per la battuta, la sua capacità di scherzare con tutti e su tutto e la sua incredibile autoironia mancherà alla televisione italiana tutta e al mondo del calcio, sport per cui aveva un amore straordinario".

Fedele Confalonieri,
presidente Mediaset: "grandi personaggi così non lasciano eredi, sono unici e irripetibili e dobbiamo tenerceli ben stretti. Insieme a Mike e Corrado possiamo dire è stato uno dei cofondatori di Finivest, poi Canale5 e ora Mediaset. Ed è per questo che oggi tutti quanti noi ci stringiamo in un caloroso abbraccio attorno a Sandra Mondaini, che ha segnato con Raimondo una delle più belle coppie del teatro italiano e anche un esempio, per la famiglia, per la fedeltà, la generosità. Io so quanto poi loro hanno fatto per i bambini".
 
Paolo Bonolis: "mi dispiace profondamente, è una persona che ha vissuto tanto e che ha dato tanto a chi lo ha seguito. Muore con lui un’intera generazione. La generazione di Corrado, di Tognazzi e giustappunto di Vianello. Lo ritenevo come uno dei miei maestri. Una delle persone che ha sicuramente ispirato parte del mio comportamento, senza dubbio. Lui aveva questa sorta di comicità slow e molto inglese che mi ha sempre affascinato. Mi spiace che ci abbia lasciato ma quello che poteva lasciarci ce lo ha lasciato intatto e se ne va in un’età importante e tutto sommato credo sia anche felice di essersene andato".

Fiorello: "il mio primo pensiero va a Sandra, a cui mando un affettuoso abbraccio. Se ne è andato il maestro dell’ironia per antonomasia, più di un presentatore, un attore dal grande stile, il primo anche che con Pressing riuscì a portare il sorriso nelle trasmissioni sportive. Mi piace ricordarlo quando ai Telegatti, ogni volta che mi incontrava dietro le quinte, mi diceva, col quel suo sguardo fintamente stupito, Ma cosa ci fai tu qui? Allora premiano proprio tutti!. Dedico a Raimondo la mia serata di domani in teatro".

Piero Chiambretti: "se ne vanno sempre i migliori: mai una battuta così banale fu più azzeccata. Si può aggiungere che è un personaggio che non ha eredi, cloni, figure che anche lontanamente possano avvicinarsi alla persona che era. E poi, parafrasando una frase tipica degli sketch tra Raimondo e Sandra, direi anche che il mondo ora sarà solo una noia, una barba, una barba, una noia. Nel 1998 era la prima volta che Raimondo conduceva il festival, nonostante fosse già avanti negli anni: all’Ariston arrivò con la curiosità di un bambino e insieme il distacco di santone tibetano. Ricordo quel copione che non seguiva mai, il candore con cui finse di non risconoscere ospiti del calibro di Madonna. Stasera al Chiambretti Night spero di poter riproporre un’intervista che gli feci al Dopofestival".

Il Milan: "il mondo del calcio e degli appassionati italiani piangono la scomparsa di Raimondo Vianello. In una grande e lunga carriera vissuta nel segno dell’indissolubile legame con la moglie Sandra Mondaini, Vianello, attore e conduttore televisivo, ha dato tantissimo allo sport italiano sia a livello di passione e attenzione che di partecipazione effettiva con la conduzione della trasmissione calcistica Pressing. Il Milan e tutti i milanisti si uniscono al cordoglio dei suoi cari e dei suoi affetti".

L’Inter: "il club ricorda gli otto anni di conduzione della tramissione Pressing, in cui Vianello seppe unire intelligenza, misura, profondo senso dell’umorismo e competenza calcistica. Rimarrà indimenticabile per il mondo dello spettacolo, ma anche per il pubblico, che ha seguito la sua lunga carriera. Alla moglie Sandra un abbraccio affettuoso".

La Juventus: "un attore brillante, un presentatore amabile, uno sportivo appassionato e attento: nella sua lunga carriera ha saputo spaziare dal cinema, al teatro, alla televisione con straordinaria semplicità, guadagnandosi l’affetto di tutti. Vianello ha dato molto anche al mondo del calcio, grazie alla conduzione della trasmissione ‘Pressing’, sempre garbata e mai sopra le righe. La Juventus e tutti i suoi tifosi si uniscono al dolore della moglie, Sandra Mondaini e di tutti i suoi cari".

Gianni Morandi
: "credo che tutti noi abbiamo riso, sognato e passato momenti di gioia guardandolo. Io, poi, ho avuto anche la fortuna di lavorare con lui e tanti anni fa anche di giocare contro di lui a Roma in qualche torneo di calcio amatoriale. Lui giocava per la SaMo, che stava per Sandra Mondani. Era sempre divertente. Non c’è dubbio che questo è un momento di grande dolore per tutti. Vianello è uno degli uomini di spettacolo che l’Italia ha più amato negli ultimi anni. Era bravissimo, spiritosissimo. Ci ha tenuto compagnia per oltre 50 anni. Da tutti noi un grande grazie".

Christian De Sica: "con Raimondo Vianello se ne va un altro italiano meraviglioso. Somigliava un po’ a mio padre, con la sua comicità mai aggressiva".

Antonella Elia: "è il ricordo di un grande uomo. Di Raimondo ricordo l’ironia, la classe, lo stile, l’amorevolezza quando faceva il burbero con me: non mi ha mai permesso di dargli del tu. Nella vita era comicissimo, come in scena. Ho avuto l’onore di fare coppia con lui: eravamo molto sincronizzati, ero la sua spalla e Raimondo usava la mia naturale goffaggine e svagatezza per fare spettacolo. Mi studiava, sapeva sempre perfettamente che cosa avrei detto. Non c’è mai stato nessun copione, improvvisavamo. L’ho sentito l’ultima volta tre anni fa, lo chiamai per invitarlo a vedere il mio spettacolo con Salemme a Milano ma diede forfait perché Sandra non stava bene. Lo porterò sempre nel cuore".

Fabio Fazio: "è stato una leggenda, un punto di riferimento per la televisione con la grande dote, come Oliver Hardy, della looking camera: era sul set ma riusciva ad essere sempre un passo più in là, senza mai perdere niente di vista. Ho ammirato e ritenuto preziosa la sua grande ironia, una vera e propria dote espressa al massimo grado. Ma soprattutto è riuscito a fare il suo mestiere stando sempre un passo più avanti guardandosi anche da fuori. Era sempre un passo distante da dove si trovava, geniale e bravissimo".

Maria De Filippi:
"per me è un gran dolore, una perdita enorme, incolmabile. Il mio pensiero va a Sandra. Vorrei stringerla e dirle che le sono vicina con tutto il cuore. Il loro amore è un esempio per tutti noi insieme alla loro umanità, onestà e semplicità".

Enzo Iacchetti: "sono rattristatissimo anche perché sapevo di essere uno dei suoi preferiti. Manca un padre, l’ultimo baluardo della vecchia generazione da cui tutti abbiamo imparato. Sapevo che stava male, mi ero anche un po’ preparato. Ma stamattina è stata una notizia bruttissima".

Marco Columbro:
"nella mia vita ho avuto due grandi ispiratori: uno era Corrado, l’altro Raimondo per il suo modo di recitare, di essere ironico e autoironico, per la sua leggerezza. Quel sorriso divertito era il suo marchio di fabbrica. Fu la cosa che mi colpì quando lo incontrai la prima volta a Roma, negli anni ’80, nei corridoi di ‘Canale 5. Mentre mi parlava non capivo se diceva sul serio oppure no. In quel suo sorriso c’era la consapevolezza di prendere in giro e insieme il fatto che si stava divertendo lui stesso. Era come un bambino, si divertiva a mettere in imbarazzo e poi rideva".

Paola Barale: "non ho più incontrato un gentiluomo come lui nel mondo dello spettacolo. Lavorare con lui e con Sandra è stato un privilegio. Telefonai a casa loro per cercare Sandra: mi scusi, Raimondo, disturbo? E lui, che non perdeva mai la battuta: Sì, disturba, ma ormai è troppo tardi. Una volta, lungo un vialetto durante le riprese della sit-com Cascina Vianello, Sandra sbagliò e uscì dall’inquadratura. Raimondo fece una faccia così buffa che il regista decise di mantenerla".

Diego Abatantuono:
"sono senza parole, mi dispiace dal profondo per la morte di Raimondo Vianello. Con lui se ne va un pezzo della mia vita".

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