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13 Dec

Nomine Rai, è scontro sulla lottizzazione

21 maggio 2009
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Nonostante l’opposizione abbia lasciato i banchi, il Cda della Rai ha nominato, su proposta del direttore generale Mauro Masi e con un voto a maggioranza, i quattro vicedirettori generali previsti alla vigilia: Antonio Marano, Gianfranco Comanducci, Lorenza Lei e Giancarlo Leone.

Augusto Minzolini va alla direzione del Tg1 e Mauro Mazza alla direzione di RaiUno.

E’ stata invece rinviata la seconda tranche di nomine, tra le quali quelle relative a Raitre e Tg3; le principali opzioni in campo per Raitre e Tg3 sono la conferma degli attuali direttori, Paolo Ruffini e Antonio Di Bella, o lo spostamento di Di Bella alla direzione di Raitre e la promozione della giornalista Bianca Berlinguer alla direzione del tg di rete.

Rinviata anche la scelta sulla direzione di Raidue, attualmente affidata ad Antonio Marano ma il nome più quotato sembra essere quello della giornalista Susanna Petruni, inviata del Tg1; l’interim per la direzione di Raidue è stato affidato al vicedirettore Mario De Scalzi.

Secondo Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten e Rodolfo De Laurentiis, i consiglieri vicini al centrosinistra che hanno lasciato l’aula delle votazioni, le nomine varate dal Consiglio di amministrazione della Rai sono da considerare "irricevibili" perché non hanno nulla a che vedere con un processo di "riorganizzazione gerarchica dell’azienda", di cui la Rai pure ha bisogno, e perché sono state sostanzialmente "dettate dall’esterno".

Unanime il gradimento espresso dal centrodestra mentre dal centrosinistra si alza la polemica con Dario Franceschini del Pd che ha commentato: "non si è mai visto fare nomine alla Rai decise in altro luogo e ratificate dal Cda a 15 giorni dalle elezioni. Evidentemente Berlusconi non è sazio del controllo della comunicazione che ha e quindi vuole estenderlo".

Pier Ferdinando Casini, leader dell’Unione di Centro, intervistato ad Omnibus ha dichiarato invece che "rispetto alle motivazioni della sentenza Mills, tutto sommato annunciata, mi sembra molto più scandaloso che si provveda a una sorta di occupazione della televisione di Stato. Se guardiamo a quello che sta succedendo, la lottizzazione del passato è un fatto nobile. Oggi si fanno nomine unicamente con una logica di bilancino all’interno del partito di maggioranza".

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