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15 Dec

Nomine Rai, servizio pubblico e politica: oggi il Cdr Rai

dgmag - 24 settembre 2009
24 settembre 2009
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Mentre si consuma in maniera abbastanza discutibile e lunga la vicenda Travaglio-Annozero-Rai, oggi si riunisce il Cda della Rai che dovrebbe occuparsi di nomine.

Restano infatti da chiarire i nodi relativi alla Direzione di Raitre e Tg3 visto che il Pdl spingerebbe per sostituire Ruffini con Giovanni Minoli alla rete e Di Bella con Bianca Berlinguer al Tg; ma anche i nodi relativi alla vicedirezione di Raidue, dove la Lega vorrebbe spostare Gianluigi Paragone, e del Gr.

Ma non è escluso che il dibattito tocchi anche la vicenda Travaglio e le affermazioni di Masi sul servizio pubblico, parole che sono sostanzialmente uguali a quelle usate da Silvio Berlusconi la scorsa settimana durante Porta a porta.

Masi ieri ha infatti dichiarato pubblicamente:

"Approfitto di questa occasione per fare una riflessione: il servizio pubblico deve essere un servizio plurale, deve rispettare la pluralità dei cittadini. Nel corso della mia vita professionale, osservando la situazione sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna, non ho mai visto che reti del servizio pubblico facciano programmi contro. Le inchieste si devono fare trasparenti e secondo le regole. Non si fanno trasmissioni politiche contro. L’apriori va contro il servizio pubblico. Se c’è un’evasione del canone Rai al 30% vuol dire che, oltre alle cause tecniche, c’è una parte del Paese che non si riconosce nel prodotto Rai. E questo è un fatto".

Sentite cosa aveva detto invece Silvio Berlusconi durante Porta a Porta:

"La Rai, pagata con i soldi di tutti i cittadini, è l’unica tv pubblica che attacca una sola parte politica, il Governo, e attaccava sempre noi quando eravamo all’opposizione. Mi citi una trasmissione a favore del Governo: Report, Ballarò, Annozero, sono tutte contro di noi. Gli italiani lo sanno e il 68% mi dà il proprio consenso. Se si riuscisse ad individuare una sola trasmissione di attacco, sulle reti Mediaset, verso altre forze politiche allora si potrebbe parlare di conflitto di interessi, ma così non è, si tratta di una tv commerciale, di cui la mia famiglia detiene il 30%, che tratta tutti allo stesso modo".

Dichiarazioni che danno conto di una linea che non piace a tutti…

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