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12 Dec

Pagamento canone Rai, è polemica politica

28 settembre 2009
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Che il pagamento del canone Rai generi polemiche non è nè una novità nè una stranezza: forse lo è il fatto che non sono più solo i cittadini a chiedere la sua eliminazione ma anche chi si è sempre battuto perchè restasse in piedi.

I motivi, stavolta, sono tutti politici e anche i due quotidiani che lanciano la campagna contro il canone Rai sono politicamente schierati.

Il Giornale e Libero invitano infatti i cittadini a non pagare l’abbonamento Rai, definito "la tassa Santoro".

Sentite cosa scrive Il Giornale questa mattina:
"già l’idea in sé di un abbonamento imposto ai telespettatori è assurda in un mercato basato sulla concorrenza; se poi quell’abbonamento non è legato a una scelta – come è il caso di Premium o di Sky – bensì alla sola proprietà di un televisore, non ci sto. Non ci sto perché ci sono programmi che non voglio vedere né giustificarne la messa in onda contribuendo a finanziarli. Con il canone Rai acquisti in blocco tutto un palinsesto e non ti è permesso scartare le trasmissioni odiose, riducendo il prezzo, e opzionare quelle di tuo gradimento. Ciò non va bene, è disonesto. Non compro un prodotto a scatola chiusa. E se mi obbligano a farlo, protesto. Se la proposta è: o l’intero pacchetto o nulla, propendo per il nulla. Rinuncio anche a ciò che mi piace: le partite di calcio, Porta a Porta, i documentari storici. Pussavia, respingo il servizio pubblico perché pubblico non è. Desidero non essere complice di Santoro, di Fazio, Floris e Bignardi – per citarne alcuni – e reclamo il diritto a non retribuire il lavoro di chi offende e mi dà sui nervi".

A sua volta Libero scrive:
"qualche lettore ci ha rimproverato di aver dato troppo spazio a Santoro e ai suoi processi in tv: gli avete fatto pubblicità, è il succo delle lamentele. Ovviamente, tutto volevamo tranne che regalare uno spot gratuito al tribuno caro alla sinistra. Ma la scelta era obbligata. A Libero sapevamo che la sceneggiata precedente la messa (…) (…) in onda di “AnnoZero” avrebbe convinto moltissimi telespettatori a seguire la trasmissione, non solo per adesione alla linea del giustizialismo tv, ma più semplicemente per curiosità. Previsione azzeccata, perché a sintonizzarsi sul canale del telepredicatore rosso sono stati cinque milioni e mezzo di italiani. Difficile ignorarli e ancora peggio sarebbe stato lasciar passare le tesi che in quella sede sono state propinate a chi era di fronte al video".

Una presa di posizione che non piace neanche al centrodestra a nome del quale parla il vice ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani: "non condivido le campagne per non pagare il canone. Credo nel servizio pubblico, proprio in questo periodo stiamo rifacendo il contratto di servizio e credo che sia importante far capire agli italiani che cosa sia esattamente. E anche far loro capire che non possono esserci trasmissioni di questo tipo, che di servizio pubblico non sono".

Per il responsabile comunicazione del Pd Paolo Gentiloni, invece, "l’invito a boicottare il canone Rai non ha precedenti nella lunga storia del conflitto di interessi. È un vero e proprio ricatto da parte dei giornali della destra: o la Rai soffoca le poche voci ancora libere, oppure niente canone. Il pluralismo nel servizio pubblico non è mai stato aggredito come oggi: un’aggressione che va denunciata dai vertici aziendali e su cui il Pd chiede l’immediata convocazione della Commissione parlamentare di vigilanza".

Ribadiamo il concetto: la polemica è tutta e soltanto politica anche se si tenta di farla passare per altro…

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