Piper, su Canale5 la storia di un mito

Martina Stella, Massimo Ghini, Anna Falchi, Carol Alt e Maurizio Mattioli sono i protagonisti di Piper, diretto da Enrico Vanzina, che andrà in onda su Canale5 il 10 maggio prossimo per celebrare lo storico locale romano che diede i natali a Patty Pravo.

In Piper vengono raccontati i tre giorni che precedono l’apertura del mitico club di Via Tagliamento (andato all’asta qualche giorno fa per i troppi debiti e in odor di chiusura a causa dell’aumento dell’affitto da parte dei proprietari del nuovo stabile), avvenuta il 17 febbraio 1965, per iniziativa di Giancarlo Bornigia, venditore di automobili, e Alberico Crocetta, avvocato.

La storia racconta di un giornalista politico (Massimo Ghini) costretto ad occuparsi dell’apertura del Piper, un gruppo di amici che ispirandosi ai Beatles sognano il successo, una ragazza di provincia che approda a Roma per assistere alla serata d’apertura della discoteca sperando di sfondare come cantante (Martina Stella), una Miss Piadina proveniente dalla Romagna che invece vuole sfondare come attrice (Anna Falchi): era il 1965 e il mondo stava, neanche tanto lentamente, cambiando faccia, fornendo ai più giovani quel senso di appartenenza legato alla frequentazione di un locale e alla dedizione verso una moda che si targhettizzava sempre di più.

“Nessuno dei nostri personaggi”, hanno spiegato Carlo ed Enrico Vanzina, “è ricalcato sui veri protagonisti di quegli anni, ma ispirato alla lontana a chi allora era sulla cresta dell’onda”.

Nonostante questo, Martina Stella ricorda Patty Pravo in cerca di successo, Carol Alt Marina Ripa di Meana, Anna Falchi Cristina Gajoni e Massimo Ghini ricorda il cronachista di Paese Sera Ivano Davoli.

“Nei giorni prima dell’apertura c’era la sensazione netta che sarebbe cambiata l’Italia”, ha detto Enrico Vanzina, “e dal Piper in poi è cambiato soprattutto il rapporto genitori-figli, senza le implicazioni politiche che sarebbero venute qualche anno dopo”.

Insomma, gli anni Sessanta tornano protagonisti e qualcuno sta già pensando che, dopo la moda, la televisione e il cinema, presto anche la musica ricomincerà a riscoprire quelle melodie che tanto fecero ballare e sognare i ragazzi dell’epoca; non a caso la colonna sonora del film è proprio Guarda come dondolo di Edoardo Vianello, simbolo di un’intera generazione scanzonata che guardava al futuro con occhi diversi.