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14 Dec

Pupetta: la ribelle camorrista da fiction scatena le critiche del web

10 giugno 2013
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Canale 5 ha sfornato l’ennesima fiction sulla mafia. E come è già successo in precedenza non si sono affatto sprecate le critiche!

Questa volta non ci va di mezzo solo la discutibile interpretazione di Manuele Arcuri. La storia raccontata dalla fiction è quella di Assunta Maresca, la donna diventata simbolo della camorra che per la prima volta si ribella ed uccide l’assassino del suo amante: Antonio Esposito. Nella prima puntata, è stata dipinta, più che come una camorrista, come una donna che aveva come scopo nella vita quello di ribellarsi al padre padrone, con un’aura talmente positiva che, da rischiare di ingannare un pubblico meno attento!

Una camorrista, una delinquente, un’assassina. Così l’hanno descritta in molti, soprattutto Paolo Siani e Don Tonino Palmese, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Polis.

Queste fiction sono un oltraggio alle vittime del Sistema!”. Non scordiamo che lo stesso trattamento lo ha ricevuto un’altra fiction che avuto molto successo, ma che al contempo ha innalzato un nugolo di polvere! Stiamo parlando de Il capo dei capi, un vero e proprio elogio a Totò Riina che, oltretutto, è ancora in vita. Che bisogno c’era di produrre una fiction che lo innalzasse quasi a santo?

Ovviamente c’è chi ci ha riso su! Molti sono soddisfatti della resa della fiction: “L’arma migliore per mettere a tacere questi potenti è ridicolizzarli!” , e ridicolizzare non vuol dire mettere in secondo piano le azioni che queste persone hanno compiuto nella loro vita. Anche Romanzo Criminale non venne esentato dalle critiche. Ma la storia raccontata dalla parte del “cattivo” proprio non va giù!

Ci si dimentica che, oltre ad essere degli assassini, dei delinquenti e dei mafiosi, questi sono uomini! Magari raccontare la storia cercando di capire i loro meccanismi potrebbe risultare un modo per combatterli!

Ovviamente il volto immobile di Manuela Arcuri, come conferma Enrico Fierro, insieme ad una scenografia scadente da telenovela non sarà mai in grado di rappresentare la tragedia che si è consumata in quegli anni, quando di Assunta Maresca si doveva avere davvero paura.

Lea  Stazi

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