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13 Dec

Quando la Rai è davvero servizio pubblico

La Redazione
27 marzo 2009
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L’annuncio, inaspettato e commovente, arriva nel corso di un’intervista che Lino Banfi rilascia alla Vita in diretta ieri pomeriggio e lascia tutti di stucco per la sua estrema umanità.

"C’è una donna bella che amo, che adoro, che ha 45 anni", ha esordito Banfi, intervistato da Sposini per commentare il successo della fiction Scusate il disturbo, per poi commuoversi: "ho promesso a me stesso che non devo piangere, quindi non lo devo fare, vicino a Lamberto Sposini devo mantenere la promessa".

"Ha il tumore. Molti di noi abbiamo vergogna a dire questa parola e addirittura lei che è una persona forte, quella che sto per dirvi chi è, lo chiama cancro, cancro al seno. Si è operata due volte, comincerà la chemio in questi giorni ed è molto forte e mi ha detto: papà se ti va dillo, così le persone, le donne della mia età fanno prevenzione. L’ho detto", ha continuato Lino Banfi, visibilmente commosso.

"Mia figlia Rosanna, lo dico con molta franchezza, sta attraversando questo periodo, comincerà la chemio a giorni, lei usa questo termine terribile che è cancro. Io non so perché l’ho fatto, per le donne così capiscono che la prevenzione è una cosa importante".

Parole semplici che toccano il cuore e fanno riflettere sulla possibilità per la televisione di diventare veicolo per messaggi forti e soprattutto per messaggi veri e reali; l’ha fatto Roberto Saviano su Raitre mercoledì sera e, a suo modo, l’ha fatto Lino Banfi su Raiuno ieri pomeriggio.

Nel male, un’unica grande certezza: in barba ai Grandifratelli, al trash, alle urla e agli strepiti esiste ancora una televisione in grado di parlare di argomenti seri, forti e reali. E quella televisione, se vuole, può essere il servizio pubblico.

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