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12 Dec

Quarto Grado, i video dell’ultima puntata con Misseri fanno discutere

12 settembre 2011
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E’ iniziato venerdì scorso Quarto Grado che ha aperto subito con una discutibile intervista a Michele Misseri e un video che ritrae Sabrina Misseri e Cosima Serrano, presunte assassine di Sarah Scazzi, in carcere.

Soddisfatta la voglia di curiosità dei tanti che invece di seguire cosa accade dalle aule di un Tribunale preferiscono farlo tramite la televisione, sempre più parte attiva in ambienti e problematiche dalle quali dovrebbe restare fuori, i video mostrati da Salvo Sottile e la sua squadra stanno già facendo discutere.

In primis l’intervista a Michele Misseri grazie alla quale lo zio della vittima ha mostrato all’Italia intera un’altarino dedicato alla nipote, costruito nel garage della casa presso la quale la ragazzina è stata uccisa; Misseri ha anche continuato a dichiarare di essere lui l’assassino nonostante i giudici lo abbiano scarcerato sostenendo che la morte della ragazza non è avvenuta per sua mano.

Poi il video in cui Sabrina e Cosima Misseri sono state mostrate all’ingresso del Tribunale di Taranto con tanto di dibattito sulla loro condizione attuale e sul peso di Sabrina che, secondo alcuni degli ospiti presenti in studio, avrebbe potuto portare al folle gesto e alla morte della ragazza.

Ricordiamo che il processo di Avetrana è stato sospeso per via dell’eccessiva presenza mediatica ma Quarto Grado sta continuando ad andare avanti per la sua strada nutrendo in maniera morbosa la curiosità degli spettatori e alimentandosi da una cronaca nera che non dovrebbe invece diventare materiale a disposizione dell’Auditel.

Solo pochi giorni fa l’Ordine dei Giornalisti ha invitato i programmi di approfondimento giornalistico a fare attenzione a come trattano i casi di cronaca nera rispettando le persone e il codice deontologico che regola la professione giornalistica chiedendo ai giornalisti che si occupano dei casi più scabrosi di cronaca nera a chiedersi se sia davvero utile pubblicare e mostrare particolari che con il dovere di cronaca hanno poco a che vedere.

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