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12 Dec

S.O.S Tata denunciato dai pediatri: ‘E’ diseducativo’

LaRedazione
25 settembre 2013
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Tata Lucia Rizzi, l’educatrice del reality show S.O.S. Tata, punto di riferimento per molte neo mamme in difficoltà. è finita nel mirino delle associazioni pediatriche italiane.

Su tutte l’Associazione culturale pediatri che ha scritto un reclamo in forma di lettera aperta al Garante per la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza Vincenzo Spadafora.

Il reclamo è riferito in particolare alla puntata trasmessa su La7 sabato 14 settembre. Le motivazioni? Un bimbo di appena 12 mesi dal pianto facile è lasciato, nell’episodio, solo in camera mentre la tata intratteneva la madre e il fratello maggiore si tappava le orecchie per non ascoltare.

La scena descritta nella lettera aperta rievoca il pianto disperato del bambino che, ripreso dalle telecamere, si aggrappava alle sbarre del lettino solo e terrorizzato.
Dopo svariati minuti tata Lucia ha finalmente dato il permesso alla madre di portare il ciuccio al bambino e sistemarlo sotto le coperte: il piccolo ha immediatamente rallentato il pianto cercando il conforto della madre che l’ha ignorato su indicazione dell’educatrice, riportandolo, appena uscita dalla stanza, nuovamente in lacrime.

L’Associazione culturale pediatri condanna quindi i metodi di educazione basati sull’estinzione graduale del pianto invocando, oltre che il buon senso, la fisiologia infantile: è errata, in questo senso, la pretesa che un bambino si addormenti tranquillo e non si svegli piangendo senza la confortante presenza del genitore.

Un’educazione che segue tali modalità può provocare confusione nei genitori e stress nel piccolo con gravi conseguenze sulla fiducia nel rapporto genitore-figlio fin dalla primissima infanzia e può interferire addirittura con l’allattamento, atto in cui la fiducia e il legame madre-figlio svolge un ruolo essenziale.
L’esposizione del piccolo disperato di fronte a milioni di telespettatori è considerata una violazione della dignità del bambino secondo quanto stabilito nella Carta di Treviso, motivo per cui le associazioni richiedono l’intervento dell’Authority.

Infine è messa in luce l’importanza di un’educazione consapevole da parte del genitore, che non può e non deve essere confuso nel suo già difficile ruolo da informazioni fuorvianti e incomplete: la responsabilità della redazione televisiva, nonché di tata Lucia (educatrice professionista nonché ricercatrice nel Child Development Center dell’Università della California), è evidente.

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