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15 Dec

Sanremo 2013 seconda puntata: Elio e le Storie Tese danno spettacolo

14 febbraio 2013
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Politica assente, molte canzoni, molto più ritmo e molti più ospiti: queste le parole chiave della seconda puntata di Sanremo 2013 andata in onda ieri sera e che, dopo le polemiche (subito mitigate e che non hanno intaccato la kermesse) della prima, ha lasciato spazio alla protagonista assoluta, la musica.

Sul palco sono saliti gli ultimi 7 Campioni restanti che hanno presentato le loro due canzoni e sono stati votati così che, alla fine, rimanessero in gara solo con una per cui alle canzoni rimaste in gara martedì 12 si aggiungono le seguenti: Se si potesse non morire (Modà), La prima volta che sono morto (Simone Cristicchi), E se poi (Malika Ayane), Mamma non lo sa (Almamegretta), Sotto casa (Max Gazzè), Scintille (Annalisa) e La canzone mononota (Elio e le Storie tese).

Al debutto anche quattro degli otto Giovani in gara e a passare il turno sono stati i Blastema con Dietro l'intima ragione e Renzo Rubino con Il postino (amami uomo) mentre sono stati eliminati Il Cile e Irene Ghiotto.

La serata si è aperta con l'omaggio reso a Domenico Modugno da Beppe Fiorello (momento pubblicitario per presentare la miniserie Volare – La grande storia di Domenico Modugno in onda il 18 e 19 febbraio su Rai 1) per poi passare agli ospiti con Carla Bruni che ha presentato il suo quarto album, Little French Song, e ha duettato con una Luciana Littizzetto che non si è risparmiata. Sul palco anche Neri Marcoré nei panni di Piero Angela, Asaf Avidan e Bar Refaeli, probabilmente ricordata per il look (il secondo) più brutto delle ultime edizioni di Sanremo.

La seconda serata di Sanremo 2013 sarà però ricordata come quella in cui a dare spettacolo sono stati Elio e le Storie Tese che, vestiti da chierichetti, hanno prima intonato la canzone Dannati Forever e poi La canzone mononota, costruita solo sul Do e che è valsa al gruppo il premio da parte del pubblico e anche della sala stampa, che non ha lesinato complimenti agli "Elii" per la genialità e l'irriverenza.

Sicuramente strana la decisione di far esibire i Giovani alla fine delle performances dei Campioni e sicuramente, passate le prime due serate, davvero eccessive le serate del giovedì e del venerdì (nonostante venerdì si elegga il vincitore dei Giovani) ma alla fine Sanremo è Sanremo e anche chi lo vede l'occhio lo butta, i palinsesti si fermano e la Rai gongola.

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