Satira in tv sotto accusa, Santoro denuncia Joe Violanti

Vade retro… Satira! E’ il nuovo monito rivolto al genere per tradizione più rappresentativo della democrazia.

Per chi non lo sapesse la parola satira deriva dal latino satura lanx, nome di un’antipastiera mista, a simboleggiare sin dall’antichità un’idea di sconfinata varietà. Quest’oggi, però, il confine della satira si sta facendo sempre più labile.

Il primo a denunciarne la pericolosità è Michele Santoro, che ha appena dichiarato guerra al suo imitatore Joe Violanti. Quest’ultimo, durante la trasmissione radiofonica Tutti Pazzi per Rds, chiama al telefono personaggi politici spacciandosi per Santoro. Nonostante i toni un po’ surreali l’imitazione è perfetta, al punto che i vari parlamentari ci cascano: lo stesso Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, si è detta disposta a partecipare ad Anno Zero prima di essere avvertita dello scherzo. Poi, però, come tutti gli altri ci ha riso su firmando la liberatoria.

Eppure Santoro si è dichiarato leso nella sua professionalità e, da paladino televisivo della libertà di espressione, è passato alle vie legali imponendo al conduttore lo stop agli scherzi.

"Il dottor Michele Santoro", spiega in una lettera a Rds l’avvocato Felice d’Alfonso del Sordo, "mi dà incarico di contestarvi l’abusivo utilizzo della sua identità, che voi state ponendo in essere in modo tale da danneggiare la preparazione e la realizzazione del lavoro del mio cliente. Il vostro comportamento genera una inammissibile falsata percezione dell’identità dello stesso, del suo lavoro e di quello dei suoi collaboratori".

Il comico incriminato, che da navigato anchorman radiofonico proprio non si aspettava una reazione simile, ha così replicato: "Santoro si dimentica che la nostra è una satira, ma forse non dalla sua parte".

Persino Marco Travaglio è rimasto sorpreso dalla diffida del suo collega: "per come lo conosco, Santoro non è davvero un censore, Max Tortora l’ha imitato per anni, nascosto in uno scantinato a invocare Ruotolo ai tempi dell’editto bulgaro. E Michele si divertiva. Non è allergico alla satira. Adora essere preso in giro da Vauro. Ecco, forse dipende dall’autore. Joe Violanti non lo fa ridere. Si lamenta per un’interferenza nel suo lavoro, ci vede una sorta di sostituzione di identità. Insomma, mi pare eccessivo, da quale pulpito poi viene da predica visto che la satira della Guzzanti nella sua trasmissione non mi sembra così tenera".

Il dovere di satira è stato oggetto lunedì sera di un’interessante puntata di Matrix, che ha preso spunto dalla battuta del Presidente del Consiglio Berlusconi sul neo eletto Presidente americano Barack Obama, foriera di polemiche per l’allusione alla sua "abbronzatura".

A commentare in studio le nuove frontiere, più o meno lecite, dell’umorismo c’erano la giornalista Rula Jebreal, definita a suo tempo "abbronzata" dal leghista Roberto Calderoli, il giornalista Filippo Facci, divertito dalle imitazioni di Corrado Guzzanti ma fondamentalmente allineato con la posizione censoria del suo Giornale, il vignettista Vauro e l’imitatrice Gabriella Germani.

Enrico Mentana si è inserito in una problematica calda nella settimana televisiva.

Un ulteriore attacco è arrivato infatti da Sandro Bondi, sceso in campo contro Glob – l’osceno del villaggio, il programma satirico condotto da Enrico Bertolino su RaiTre. Il ministro dei Beni Culturali lo ha definito "ributtante e volgare", lanciando un appello al presidente della Rai Claudio Petruccioli e al direttore Generale Claudio Capponi: restituire alla Rai la sua valenza pedagogica .

Della puntata andata in onda domenica sera a Bondi non sarebbe piaciuto il servizio satirico su Mara Carfagna, perlatro commentato da un’ospite come Ilona Staller. Si è mostrato tranquillo in proposito il conduttore: "mi assumo ogni responsabilità ma non credo che nella puntata di ieri di Glob su Raitre ci sia stato qualche problema. Rispetto l’opinione di Bondi, anche se ha usato una terminologia forse eccessiva tipica del mondo politico".

 

Dall’azienda ha risposto soltanto il direttore di RaiTre, Paolo Ruffini: "francamente, mi pare che chiedere a un programma come Glob l’elevazione civica e spirituale dell’intera comunità nazionale sia un po’ troppo. E’ un programma che va in onda la domenica alle 23.40 circa, non un centro di rieducazione".

Ce ne è anche per le Iene, di cui abbiamo scritto qui.

La satira ha colpito ancora.

Di seguito il servizio satirico sul ministro Mara Carfagna andato in onda a Glob: