Sciopero Hollywood, è la volta degli attori

L’anno scorso fu il famoso sciopero degli sceneggiatori della WGA (Writers Guild Of America) a destabilizzare i seguaci dei telefilm. Di fatto da novembre a febbraio fu bloccata la lavorazione alle serie televisive, con pesanti ripercussioni sulla programmazione delle stagioni in corso (peraltro decurtate in durata).

A distanza di un anno, a far temere per un preoccupante bis sono state le proteste lanciate – questa volta –  dagli attori. i membri della SAG (Screen Actors Guild), il sindacato che riunisce 120.000 esponenti della categoria, hanno infatti richiesto l’intervento di un “mediatore federale”, in arrivo direttamente da Washington D.C., allo scopo di stipulare un accordo con gli studios sul rinnovo del contratto per i suoi iscritti.  

Senza tergiversare troppo, le case di produzione – che l’anno scorso cedettero su tutta la linea a moltissime richieste del sindacato degli sceneggiatori – mostrerebbero già una timida apertura al nuovo caso.

Gli studios di Hollywood hanno, infatti, annunciato che accetteranno l’intervento di un mediatore federale per cercare di uscire dallo stallo in cui si trovano da quasi quattro mesi le trattative per il contratto con il sindacato degli attori.

Bisognerà vedere se questa mossa porterà effettivamente a una soluzione, visto il tono riluttante dell’l’Alliance of Motion Picture and Television Producer nell’accettare la proposta della Sag di far intervenire un mediatore.

La data in cui riprenderanno le trattative non è ancora stata fissata, ma stando a una fonte vicina ai produttori i loro negoziatori avrebbero deciso di incontrarsi giovedì 30 novembre.

 

Ricordiamo che gli studios avevano interrotto le trattative il 30 giugno, presentandosi alla Sag con un’ultima offerta, poche ore prima della scadenza del vecchio contratto che copriva 120.000 membri del sindacato. Tal offerta rispecchiava fondamentalmente i termini approvati dagli altri sindacati di Hollywood, incluso l’accordo che ha posto fine allo sciopero di 14 settimane iniziato a febbraio dagli sceneggiatori. Tuttavia i leader della Sag hanno resistito, confidando in un accordo migliore.

Le principali questioni che dividono i due contendenti sono la percentuale destinata agli attori sui contenuti distribuiti su internet e la definizione contrattuale delle produzioni create esclusivamente per la distribuzione online

Gli studios hanno dichiarato di essere scesi a compromessi per quanto possibile in una situazione di crisi economica nazionale. Ma il corpo dirigente della Sag è irremovibile: se la mediazione non porterà ad un accordo, chiederà ai membri del sindacato l’autorizzazione per uno sciopero, per cui è necessaria l’approvazione del 75% dei votanti.

 

L’ultima volta che la Sag ha indetto uno sciopero per i suoi principali contratti su film e la tv era il 1980 ed è durato tre mesi. Ma sul quadro attuale aleggia la minaccia del più recente black-out seriale…