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Squadra Antimafia – Palermo oggi da stasera su Canale 5

31 marzo 2009
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Dopo Ris e le due puntate di Amici 8, arriva da stasera su Canale 5 la serie in sei puntate di Squadra Antimafia – Palermo oggi, diretta da Pier Belloni e prodotta dalla Taodue di Pietro Valsecchi, che vanta un cast di tutto rispetto, capitanato da Simona Cavallari, affiancata da Claudio Gioè, Giulia Michelini, Ninni Bruschetta, Silvia De Santis, Lele Vannoli, Marco Leonardi e Claudio Castrogiovanni.

Nei sei episodi da 100 minuti ciascuno si racconta la storia di Claudia Mares (Simona Cavallari), Vice Questore della mobile di Roma con un passato da agente di scorta in Sicilia, che viene richiamata a Palermo da Stefano Lauria (Massimo Poggio), suo vecchio collega, per indagare sulla scomparsa di un ingegnere delle telecomunicazioni. Lauria viene ucciso prima che possa parlare a Claudia di ciò che aveva scoperto.

Claudia prende così il suo posto a capo della Duomo, la squadra che arrestò Provenzano composta da Alfiere (Ninni Bruschetta), Africa (Marco Leonardi), Gigante (Lele Vannoli) e Viola (Silvia De Santis). E si concentra sulla lotta per la leadership mafiosa proprio dopo l’arresto del capo dei capi.

Non solo, perchè nel corso della storia si assiste anche alla lotta tra due donne, la poliziotta Claudia Mares e una discendente di una famiglia mafiosa, Rosalia Abate (Giulia Michelini); Claudia da bambina aveva salvato la vita a Rosy ma ora le loro vite sono legate a fronti contrapposti.

"Squadra Antimafia – Palermo oggi è una serie con un posto di vista principalmente femminile", ha spiegato il regista Pier Belloni. "E questo è stato l’aspetto curioso del progetto: vedere la mafia, fino ad oggi raccontata al maschile, con occhi di donna, occhi lucidi che rimettono le cose al loro posto senza farsi ingannare dall’ambizione della conquista di potere".

"Mafia e cinema", ha concluso il regista, "sono sempre andati d’accordo ma devo dire che toccare l’argomento oggi, sotto forma di fiction, non è opera facile. C’è sempre un problema etico-morale nei confronti di chi ha investito la propria esistenza a combattere un mostro oscuro e tentacolare che, nonostante alcune ferite, si è sempre rigenerato per sostituirsi illecitamente alla stato e difendere gli interessi economici di pochi, e mi riferisco ai magistrati che hanno perso la vita, ai giovani che investono le proprie energie per combattere il pizzo e ai poliziotti che non si ritirano mai in nome della giustizia. L’unico modo per rispettare queste nobili battaglie mi è sembrato quello di affrontare questo progetto con l’anima, la serietà e il rigore cercando di abbandonare i virtuosismi puramente cinematografici a favore dei sentimenti".

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