Su Joy arriva Life, il nuovo Dr. House

In anteprima assoluta per l’Italia arriva su Joy di Premium Gallery Life, il telefilm che ha già conquistato gli Usa; Life è partita il 26 settembre 2007 su NBC e la prima stagione si è da poco conclusa, con protagonista colui che si annuncia il vero erede del Dottor House, il detective Charlie Crews.

Come House prende le distanze dalla sua categoria, Crews odia i poliziotti; entrambi stanno cercando un nuovo equilibrio dopo due eventi che li hanno segnati in modo permanente, per House l’incidente alla gamba e per Crews 12 anni di carcere. La loro è una lotta contro il dolore e il male.

Ma veniamo alla storia.

Charlie Crews (Damian Lewis) è un poliziotto, accusato ingiustamente di un triplice omicidio; dopo 12 anni di prigione, in un carcere di massima sicurezza, viene scagionato dal suo avvocato, Constance Griffiths (Brooke Langton), che riesce a provare la sua innocenza.

Così ritorna in polizia come detective ma con una filosofia di vita completamente diversa e portandosi dietro una serie di stranezze; il suo metodo di indagine è originale e bizzarro, vede dettagli che altri non notano, è spiazzante quando interroga i sospettati di un crimine o i parenti delle vittime.

E’, come House, un antieroe costretto suo malgrado a stare nel sistema; ma lo è in modo diametralmente opposto perché se House è duro mentre da un medico si pretende umanità e dolcezza, Crews è comprensivo e attento mentre da un poliziotto ci si aspetta durezza e fermezza. Tratta vittime e testimoni con un allarmante intimità e confidenza quasi si mettesse dalla loro parte.

Crews ha mille difetti, e sono proprio questi a renderlo affascinante e particolare; gli anni trascorsi in prigione lo hanno reso fragile psicologicamente, tanto che deve aggrapparsi alla filosofia Zen per controllare rabbia e amarezza. Ha avuto una storia con il suo avvocato, sentimentalmente impegnata, ed è un donnaiolo ma non è un rovina famiglie è solo l’effetto dei lunghi anni di detenzione che lo hanno privato di molte passioni come l’amore (la moglie lo credeva colpevole e lo ha lasciato) e quella per il cibo, la frutta in particolare di cui va pazzo. E’ per questo che ha trasformato il suo giardino in un frutteto e divora quantità industriali di arance, pere, mele e mango.

Crews lavora in coppia con la collega Dani Reese (Sarah Shahi), che non ha avuto altra scelta che affiancare il poliziotto più “strano” del dipartimento perché ha un passato di droga e proprio per questa macchia sulla carriera viene incoraggiata dal suo capo, il tenente Karen Davis (Robin Weigert), a riferirle tutte le infrazioni al regolamento di Crews, in cambio di una completa riabilitazione; quando Reese comprende cosa significa essere emarginati, tra i due si instaura una certa complicità e incomincia ad aiutarlo insegnandogli ad usare tutto ciò che è tecnologico, visto che gli anni di prigione gli hanno impedito di tenersi aggiornato.

Dalla parte di Crews c’è Ted Early (Adam Arkin), un ex consulente finanziario conosciuto in prigione dove ha scontato una condanna per insider-trading e che ora si occupa di gestire il lauto risarcimento dello Stato per gli anni trascorsi in carcere e vive in una stanza sopra il suo garage.

L’episodio pilota oscilla tra i flash-back delle interviste agli ex-colleghi di Crews durante il processo per omicidio alla nuova vita del detective nel dipartimento di Los Angeles; un continuo andirivieni tra passato e presente che accompagnerà tutti gli episodi “senza mai perdere continuità e interesse alla maniera di serie come Lost e film come Il fuggitivo” come sottolinea Variety.

Ed è sempre la Bibbia dello spettacolo USA a definire il detective Crews un “nuovo House per la naturalezza con cui riesce a mettere a disagio le persone che lo circondano” e un “moderno Conte di Monte Cristo alla ricerca del riscatto”; infatti il suo ritorno in polizia ha un duplice significato, portare avanti la personale indagine su chi l’ha incastrato 12 anni prima e impegnarsi nel risolvere i casi più complicati per risparmiare ad altri innocenti il suo destino”. Proprio per questo motivo tiene appesi su una parete di casa tutti gli indizi che compongono un puzzle alla ricerca della verità.

Dal 20 febbraio Life è in onda ogni mercoledì in prima serata su Joy.