Taglia e Cuci, la parodia della fiction medica su Fox

La caricatura del mondo effimero e senza scrupoli della chirurgia estetica è al centro di Taglia e Cuci, la nuova sit com  che debutta stasera in prima visione assoluta in Italia, ogni martedì alle 21.15 su Fox.

Protagonisti sono Michele Foresta, alias Mago Forest, e Giovanni Cacioppo.

Salvatore Mancuso (Giovanni Cacioppo), detto Taglia per i suoi modi netti e brutali, e Luigi Gherardo Sciacca (Michele Foresta) detto Cuci perché diplomatico e certosino, sono due cugini, entrambi chirurghi estetici, soci ma rivali, e soprattutto un po’ cialtroni.

Salvatore e Luigi lavorano nella clinica di proprietà del potente zio Claudio Curtis (Orso Maria Guerrini), famoso pioniere del bisturi, e tentano con ogni mezzo di conquistarne la benevolenza; soprattutto ciascuno cerca di screditare l’altro e divenire l’unico erede della multinazionale delle cliniche estetiche Claudio Curtis SpA.

Accanto ai due protagonisti, l’equipe medica impegnata a cambiare i connotati agli improbabili pazienti: Marika (Maria Elena Vandone), bella e superficiale receptionist della clinica, la più aggiornata di tutti su cosa va di moda tra i forzati del bisturi e delle protesi.

Mirella (Valentina Gaia), la ex di Luigi, ragazza bella e ricca ma anche insopportabile, petulante ed egoista. Licia (Valentina Aratri), specializzanda timida e sensibile innamorata di Luigi, non ricambiata. Giorgio Santana (Luca Angeletti), l’anestesista che ha scelto questo mestiere per avere libero accesso a qualsiasi tipo di sostanza stupefacente.

L’imbranato Luciano Luciano (Fausto Maria Sciarappa), ragioniere segretamente innamorato di Licia. Eisenhower (Eric Claire), il tuttofare della clinica con uno spiccato accento francese. Le sue freddure lasciano spesso lo staff senza fiato. La galleria di personaggi è completata proprio da loro, i pazienti, che di episodio in episodio si affidano a questi due improbabili chirurghi: boss mafiosi, showgirl, veggenti, politici e persino un cardinale.

Taglia e Cuci sottolinea con il tipico taglio dissacrante, brillante ed immediato della sit com una delle grandi manie della nostra società, quella dell’aspirazione collettiva al raggiungimento della perfezione estetica a qualunque costo, il trionfo della vanità e l’incapacità di accettarsi per ciò che si è.

Il rimando più immediato nella costruzione dell’effetto parodistico è quello al genere medical, che spopola ormai da anni sul piccolo schermo. Quasi un punto d’incontro ideale tra Nip/Tuck, Scrubs e, appunto, Camera Café, dove i drammi della sala operatoria e l’empatia con i pazienti lasciano il posto alle situazioni comiche innescate dai due manipolatori, rivali sia sul lavoro che in amore, dalla strampalata equipe della clinica e dai nuovi mostri della nostra società.