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14 Dec

Terapia d’urgenza torna stasera su Rai 2

26 giugno 2009
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Tornano stasera le puntate inedite di Terapia d’urgenza, la fiction di Rai 2 sospesa lo scorso inverno per scarsi ascolti.

Terapia d’urgenza racconta le storie di Un gruppo di medici, le loro avventure private e professionali all’interno di un grande ospedale pubblico di Milano, sempre pronti per una nuova emergenza, che li vedrà lottare contro il tempo per cercare di salvare un’altra vita.

Le vicende narrate sono ambientate nel Pronto soccorso di un immaginario ospedale milanese, dove il reparto di pronto intervento rappresenta il centro vitale della serie, non semplice scenario attraversato da medici e pazienti, bensì fulcro della narrazione, contenitore di esistenze e destini, luogo ideale per lo sviluppo e l’intreccio di storie umane, dunque protagonista assoluto tra i vari personaggi in carne ed ossa.

Ispirato al fortunato format spagnolo Hospital Central, Terapia d’urgenza vede in azione un’equipe di 15 professionisti, tra medici e paramedici, accomunati da un profondo rispetto per la deontologia professionale.

Ci sono un primario sicuro ed esigente (Cesare Bocci), un chirurgo d’urgenza tutor degli specializzandi, apparentemente burbero (Rodolfo Corsato), un chirurgo donna che gli fa da contraltare con disponibilità e dolcezza (Antonella Fattori), una capo infermiera efficiente e precisa (Daniela Scarlatti), una dottoressa (Milena Miconi), pronta a portare scompiglio nelle vite dei colleghi (Sergio Muniz e Marco Basile), una pediatra determinata e precisa (Alessia Barela) che troverà una vera amica nella più intuitiva delle infermiere (Elisabetta Rocchetti).

Non mancano gli specializzandi (Michele Cesari) e infermieri rassicuranti e simpatici (Max Pisu), paramedici (Miriam Mesturino, Andrea Marrocco e Leonardo Ruta) sempre pronti alle chiamate e l’addetta all’accettazione (Giusy Frallonardo) che conosce un po’ tutti i segreti dell’ospedale.

I casi affrontano aspetti della nostra realtà quotidiana: razzismo ed emarginazione sociale, tossicodipendenza e alcolismo, violenza domestica e omosessualità, doping e violenza negli stadi, anoressia, droga, trapianti e donazione di organi, Aids, aborto, fecondazione assistita e molto altro ancora. Le storie non sono stereotipate, bensì improntate alla modernità, con poche concessioni alla retorica, che portano in scena tormenti che affliggono realmente medici e pazienti per trasformarli in casi esemplari.

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