The Company – La miniserie sulla Guerra Fredda

Poche opere concepite per il piccolo schermo possono vantare un aspetto cinematografico di tutto rispetto e The Company è una mini serie di 6 ore divisa in 3 episodi che può rivendicare questa eccellenza visiva. Gli avvenimenti della guerra fredda che vedeva in contrapposizione l’Unione Sovietica e gli Stati uniti, vengono descritti attraverso la prospettiva delle spie della CIA e del KGB coinvolte nelle operazioni segrete.

Ogni episodio ha un respiro unico: il primo è un thriller che racconta l’inizio dello "spy game" tra la CIA e il KGB; il secondo è un action che riguarda la rivolta ungherese del 1956 e la famosa battaglia della Baia Dei Porci in cui i ribelli cubani cercarono di dimettere Castro dal potere; il terzo è un complesso thriller psicologico che descrive gli intricati rapporti tra i servizi segreti.

Il regista danese Mikael Solomon, accompagnato dal produttore Jonas Bauer e la scintillante star nostrana Raoul Bova arrivano al Roma Fiction Fest per raccontare i retroscena di questa opera eccezionale.

 

R Quanto è stato difficile fare questo colossal?

R R. Bova: Per me è stato un grande onore prendervi parte. Ho interpretato il ruolo del Capt. Roberto Escalona, un generale castrista che aiuta un agente della CIA a sbarcare alla Baia dei Porci. E’ un piccolo ruolo che mi ha dato una grande soddisfazione nell’interpretarlo per i suoi valori: Roberto è molto patriottico, leale e crede nella stima e nella amicizia. Recitare sotto la guida di Solomon è stata una esperienza di crescita importante che mi ha offerto numerose opportunità.

R J. Bauer: Il nostro compito era quello di trovare dei fondi cospicui per realizzare questa opera ambiziosa girata a Budapest, Toronto, Portorico, Ungheria. Ci siamo riusciti grazie alle collaborazioni internazionali tra Tandem, Sony, Scott Free Entertainment e J. Calley production.

R M. Salomon: Ridley Scott, in veste di produttore esecutivo, mi ha scelto per curare la regia di The Company dopo aver visto il mio lavoro The Grid, che trattava sempre dello spionaggio. Inizialmente si era pensato di fare un lungometraggio, ma poi abbiamo optato per una mini serie tv perchè il romanzo di Robert Littell da cui è tratto, è molto corposo ed era necessario svilupparlo in più ore.  Ken Nolan, lo sceneggiatore, ha reso possibile tutto questo grazie ad un lavoro di scrittura meraviglioso.

D Ha avuto delle reazioni da parte della CIA dopo aver girato The Company?

R M. Salomon: Ufficialmente no, ma alcune fonti che non posso rivelare, mi hanno assicurato che la CIA guarda attentamente queste cose, come noi registi guardiamo il film sul cinema.

  

D Quanto è frutto della fantasia il romanzo e quanto è verità?

R M. Salomon: Non lo so di preciso, ma Ken Nolan è un grande scrittore. I personaggi sono tutti ripresi da persone esistenti o sono dei mix delle loro parti migliori. Il castig è stato effettuato basandoci sulle foto dei veri protagonisti delle vicende. Ad esempio il personaggio interpretato da Raoul è un misto tra finzione e realtà, mentre quello interpretato da Alfred Molina, è realmente esistito.

R. Bova, preferisce il cinema o la tv?

R: A livello recitativo per me non esistono differenze. C’è sempre una sceneggiatura, un regista, una telecamera. E’ l’aspetto finale che cambia. il cinema è più bello tecnicamente, ma per quanto riguarda la parte dell’attore, per me è lo stesso e non ho preferenze.

R M. Salomon: Vorrei dire che oggi grazie alla tecnologia, la distanza tra cinema e tv si sta assottigliando; il livello qualitativo della tv si è alzato ed è per questo che molti attori si spostano tra un mezzo e l’altro senza problemi.

D R. Bova, ci può fare un bilancio della sua carriera americana?

R: La mia carriera è ancora in divenire, non riesco a fare un bilancio. Voglio sempre cambiare ed avere esperienze varie. Ogni volta è come iniziare da zero perchè in America, Francia o altri paesi, ovviamente non sono conosciuto come in Italia, ma questo serve a farmi crescere professionalmente. A volte mi sono capitati copioni in cui mi veniva proposto di fare la parte del classico italiano tutto calcio, donne, sesso, superficialità, e queste cose un pò mi feriscono. Per fortuna che ho potuto prendere parte a numerosi film di spessore come la fiction su Nassiriya o The Company che rappresentano delle grandi sfide e occasioni per migliorare.

  

The Company, con la sua spettacolare bellezza, verrà trasmesso in Italia sulla RAI in data ancora da precisare.