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11 Dec

Tiziana Stefanelli vince Masterchef 2, il perché di un successo costruito

22 febbraio 2013
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[Articolo scritto da Veruska Anconitano, una che fa finta di capirne di cucina]

Alla fine ha vinto Tiziana Stefanelli, l'avvocato napoletano che nella seconda edizione di Masterchef Italia è stato contestatissimo, quasi odiato da molti, molto amato da altri (Carlo Cracco compreso, con grande rammarico delle groupies e delle fan dello chef più presenzialista d'Italia) e che si ritrova in tasca 100.000 euro e un contratto per un libro di ricette che sarà pubblicato da Rizzoli.

Un successo che non è inaspettato visto che per l'intera durata di Masterchef 2 la trama narrativa è stata tutta costruita su questo personaggio in una sorta di sceneggiatura ben visibile già a partire dalla seconda puntata e che man mano è stata svelata rendendo difficile credere che chi ha seguito la finalissima non avesse avuto il minimo sentore di chi sarebbe stato il vincitore.

In finale Tiziana, Andrea e Maurizio: tre personaggi diversi che i sapienti sceneggiatori del reality, registrato mesi e mesi fa in piena estate, hanno messo l'un contro l'altro come per costruire un puzzle fatto di pezzi e personaggi della vita quotidiana ovvero la cattiva, il buono e quello con talento (anche lo scorso anno era successo ma il format era talmente nuovo in Italia che nessuno si è accorto di certe trame. Quasi nessuno).

Come nelle migliori soap opera (peggiori secondo alcuni) a vincere dunque è stata quella "cattiva", quella che ha avuto il coraggio di rispondere a Cracco sdoganando il suo ruolo di maestro in cucina, quella che ha "macchiato" la gara aggiungendo olio a tempo scaduto ad un suo piatto e scatenando addirittura un caso ribattezzato #oilgate visto che la sua scorrettezza non è stata punita; la furba, la scaltra, quella che non piace, quella che a detta di molti non sa cucinare (ma siamo sicuri? Siamo certi che alla spocchia non corrisponda anche un saper cucinare che non nasconde solo l'estetica del gusto?), quella che ha detto pubblicamente che non ha intenzione di lavorare in cucina (neanche io andrei se facessi l'avvocato ma questo mi esimerebbe dal partecipare ad una trasmissione e vincerla?).

Tiziana è stata ben supportata da tre giudici che a loro volta interpretano dei ruoli (Crozza che interpreta Bastianich è l'esempio lampante di come i giudici siano diventati, nel corso di Masterchef 2, protagonisti assoluti insieme a pochi altri concorrenti!) e che si sono inseriti pesantemente nelle trame narrative di questa edizione di Masterchef molto più rispetto alla prima edizione, diventando loro stessi "costruttori" e complici (consapevoli, molto consapevoli) dell'unica concorrente che ha saputo far parlare.

Non è necessario scomodare Propp e Greimas per capire la trama di tutta questa storia, abilmente scritta (anche se non esplicitamente, forse) da sapienti mani e menti che sono riuscite a trasformare l'antieroe in eroe mettendo in scena un racconto che si è sviluppato nell'arco di due mesi e il cui finale era scritto da tempo anche perché, a pensarci bene, lo scorso anno ha vinto un uomo e la regola (non scritta ma tanto applicata dagli addetti ai lavori. In America ha vinto un uomo per due anni di seguito ma da quelle parti le cose sono diverse in fatto di tv e comunicazione) dice che l'alternanza è necessaria in certe forme televisive che sfruttano l'identificazione del telespettatore.

E anche se in questo caso molti non si sono identificati con la vincitrice, sono invece altrettanti quelli che l'hanno fatto come sempre accade in questi casi: i puristi della cucina si sono risentiti e gridano allo scandalo, molti parlano dell'avvocato come di una donna che è riuscita ad imporsi, altri la paragonano a Berlusconi, nel bene e nel male. Tutti ne parlano, vi pare poco?

Io, con grande sollievo, finalmente il giovedì posso tornare su Twitter dopo averlo snobbato per mesi proprio per colpa di Masterchef.

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