
Ci sono amori che bruciano il cuore tutto in una volta, ma che poi svaporano leggeri senza lasciare tracce, per sempre. E poi ci sono amori che non passano, che restano sospesi per anni, spesso per una vita intera, come quelle melodie che perdurano nell’aria anche quando l’orchestra ha smesso di suonare. Amori irrisolti, che si aggirano dentro di noi come fantasmi in cerca di pace.
Zoltan Soloviev ha l’armadio pieno di quei fantasmi. Lui non sa concludere, non sa cosa sia la chiarezza dei sentimenti, ha sempre vissuto le storie solo fino a un certo punto, stando sulla soglia. E l’ha sempre fatta franca.
Fino al giorno in cui, ormai più che cinquantenne, incontra la giovane Ieva. La ragazza è nipote di Jiska, primo grande amore di Zoltan quando, ventenne, esule dalla Russia infiammata dai bolscevichi, arriva in Francia. Tra loro scoppia una violenta passione, nonostante Jiska abbia vent’anni più di lui e sia sposata.
Ieva non ha mai saputo niente della nonna, che in casa era un argomento proibito, a causa di misteriosi e mai risolti disaccordi famigliari. Per questo chiede a Zoltan di raccontare la sua storia. Lui, che è un famoso scrittore in crisi di ispirazione, decide di mettere nero su bianco i suoi ricordi, per svelare a Ieva i segreti di famiglia. E anche per affrontare finalmente i propri fantasmi.
Dall’infanzia felice in Russia alla Francia della gioventù, da Parigi alla New York degli anni Trenta, tra artisti e locali jazz, Zoltan rivive i luoghi e gli amori della sua vita come tante tappe di un’eterna fuga. Sperando, per una volta, di domare l’incertezza del cuore.
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