
Salvatore ama il mare: ha quasi vent’anni e una barca con cui porta la gente a visitare la sua isola, a fare le immersioni. Dopo la terza media ha scelto di non studiare e fare la vita che fa, gli piace. È una vita leggera, scanzonata, libera.
D’inverno però, quando non ci sono i turisti, deve andare a lavorare in cantiere e la sua esistenza cambia, diventa una vita dura di lavoro nero, di rischio, d’incidenti.
Un giorno un suo compagno di lavoro, un extracomunitario africano, sta per cadere da un’impalcatura e Salvatore, miracolosamente, riesce ad afferrarlo al volo e gli salva la vita.
Questo episodio fa cadere il ragazzo in uno stato di prostrazione, quasi di depressione: non riesce più a lavorare, né al cantiere né al mare. È completamente apatico, non sa far altro che stare a letto, gli pare di non ricordare più nemmeno come si cammina.
Poi l’innamoramento per Jessica, una turista di Genova venuta sull’isola per fare immersioni, sembra ridargli la salute e la voglia di vivere. La passione di Salvatore per la ragazza è totale e profonda, diventa tutta la sua vita, il centro di ogni suo pensiero.
Lei è di estrazione sociale più elevata, fa l’università, è figlia di un giornalista. L’amore fa nascere nel giovane la voglia di dare nuove prospettive alla propria vita: decide di finire gli studi e il lavoro al cantiere non è più un modo per ‘svoltare’ l’inverno, ma è finalizzato a pagarsi la scuola di recupero per poter arrivare all’università al più presto. Pieno di progetti di vita e d’amore, Salvatore vive un breve momento di pienezza e di felicità totale, quando, forse sentendo il peso della lontananza e della differenza culturale, Jessica decide di lasciarlo e si rende irreperibile.
La vita di Salvatore crolla, la depressione si rimpossessa di lui. Non riesce più a studiare, lavora per inerzia. Nuovamente gli pare di non ricordare come si cammina, come ci si muove, come ci si tiene in equilibrio. Tutto questo gli accade all’improvviso, mentre si trova in bilico su un’impalcatura, al cantiere.
In bilico sul mare è una storia d’amore e di amicizia, una storia di mare e di felicità, ma anche una storia di possibili tragedie, come ogni giorno ci racconta la cronaca delle morti sul lavoro.
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