
È attraversando il passato che si conosce il presente; è osservando quello che c’era che si comprende ciò che è rimasto.
È questo lo stile narrativo scelto da Mario Levi per descrivere la Istanbul della sua infanzia e quella odierna, attuale, della sua maturità.
L’autore ci accoglie sulla soglia della città e ci accompagna nei suoi meandri, attraverso le diverse epoche e comunità (ebraica, armena, greca e turca) di Istanbul, facendoci conoscere le persone che l’hanno abitata, vissuta, abbandonata, ritrovata.
Istanbul era una favola è l’affresco di diverse generazioni di un’unica grande famiglia ed è grazie alle vite di ciascun protagonista che veniamo a scoprire, pagina dopo pagina, i luoghi, gli eventi, i colori, i drammi che a partire dalla vigilia della Grande Guerra sino a oggi hanno caratterizzato la città universalmente riconosciuta come il ponte tra Oriente e Occidente; il tutto in un meltin-pot di razze che costituiscono l'essenza più vitale di una città incantata e tragica.
Istanbul era una favola è un viaggio tra vecchie fotografie, pretesto di numerose storie che da loro si originano; attraverso questo romanzo, costituito di frammenti di un passato anche recente, l'autore riesce a ricreare l'atmosfera di una capitale che per la sua posizione geografica e per la sua storia culturale e politica è un punto nodale della vita dell'Occidente.
Perché Istanbul è una città dalle mille anime, dalle mille facce, dalle mille lingue... forse più allora che adesso.
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