
E' La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, edito da Mondadori, il libro vincitore del Strega 2008, consegnato ieri sera a Roma.
L'opera di Giordano, già un successo in libreria con 170.000 copie vendute, era data come favorita perchè nella prima votazione aveva ottenuto il maggior numero di preferenze, seguita a breve distanza da Napoli Ferrovia di Ermanno Rea, edito da Rizzoli, che ha ottenuto poi 118 voti contro i 163 del libro vincitore.
Nella cinquina dei finalisti anche Non avevo capito niente di Diego De Silva, edito da Einaudi, L'illusione del bene di Cristina Comencini edito da Feltrinelli e Le seduzioni dell'inverno di Lidia Ravera, edito da Nottetempo.
Giovane esordiente, Paolo Giordano ha 25 anni, vive a Torino ed è laureato in Fisica; ha ottenuto una borsa di studio per un dottorato di ricerca ed ha iniziato a scrivere circa 3 anni fa.
La solitudine dei numeri primi racconta la storia di Alice e Mattia.
Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci e avrà un grave incidente che la segnerà psicologicamente e fisicamente per la vita; Mattia è un ragazzino intelligente con una gemella ritardata, Michela, che, vergognandosi con i propri compagni, lascia in parco, con la promessa che tornerà presto a prenderla, ma dal quale invece sparirà per sempre.
Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, condizionano pesantemente il futuro dei due protagonisti, le cui vite si incrociano scoprendosi strettamente uniti eppure invincibilmente divisi.
Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Una storia sofferta, senza speranza, lucidissima sul dolore dei giovani d'oggi.
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