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21 Jan

Aumentano i litigi domestici: la casa come campo di battaglia

La Redazione - 3 novembre 2017
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3 novembre 2017
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Aumentano i litigi domestici. La casa come campo di battaglia

Sembra proprio che la stragrande maggioranza delle risse e dei litigi quotidiani avvengono nei nostri appartamenti. Non all’interno dei locali o per un parcheggio nei pressi di un centro commerciale, luoghi spesso dediti al diverbio verbale, ma sono le nostre case il posto adatto per accese discussioni.

È il sorprendente risultato di uno studio, compiuto da “Life At Home Report 2017” per conto di Ikea, che lascia davvero esterrefatti: su un campione di ventiduemila persone preso da varie parti del mondo, tra i diciotto e i sessantacinque anni, emerge che sono tre i fattori scatenanti per le cosiddette risse domestiche.

Il primo riguarda l’invasione dello spazio: un confronto su sei, nasce proprio per questo motivo. Il 44% degli intervistati ha, inoltre, dichiarato di odiare il trasferimento di altre persone nelle proprie case. Questo perché l’arrivo di nuovi inquilini all’interno delle mura domestiche provoca spesso fastidio e la difficoltà di non sentirsi a proprio agio. Il luogo predisposto per le discussioni è il soggiorno, una zona della casa in cui convergono le azioni dei diversi inquilini. Ed è qui che l’invasione dello spazio di cui parla lo studio redatto da “Life At Home Report 2017” sembra diventare preponderante. In controtendenza l’Italia: nel nostro Paese, infatti, è la cucina il posto in cui cominciano le discussioni con più frequenza.

Il secondo fattore a rendere le nostre case un ideale crocevia per le risse è l’accumulo di oggetti. Il 50% degli intervistati rivela che le discussioni con i coinquilini nascono quasi sempre per la gestione e la collocazione degli oggetti nel proprio appartamento. Questo fattore si collega a un altro aspetto, e che riguarda le nostre case, sempre più piccole e con gli spazi spesso angusti e ristretti, su cui pure bisogna riflettere. La difficoltà di potersi permettere alloggi spaziosi rende inevitabile che più persone debbano coabitare in luoghi in cui, ogni centimetro, può essere rivendicato e che, per questo, possano nascere infinite discussioni.

Il terzo e ultimo fattore scatenante è l’odio che si prova nei confronti di quello che appartiene all’altro. Il 40% degli intervistati rivela di provare insofferenza per vestiti, suppellettili e altri articoli di questo tipo presenti in casa. A Milano, ad esempio, il 62% delle persone catalogate nello studio redatto da Ikea ha rivelato di aver buttato o fatto sparire oggetti che appartenevano ad altri coinquilini. Con annessa, e inevitabile, lite.

Insomma, le nostre case sono diventate il regno della discordia e l’antico adagio “due cuori e una capanna” è divenuto, ormai, inadatto. Lo stress della coabitazione e la gestione degli spazi, le liti nate per futili motivi, e la dispersione di oggetti hanno purtroppo trasformato gli appartamenti in veri e propri campi di battaglia.

[Foto: lifeathome.ikea.com]

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