Nuovo algoritmo di Google: ecco il ‘mobilegeddon’ dei siti poco ottimizzati

I siti non ottimizzati sono avvisati: se non si vuole finire in zona retrocessione occorre aggiornarsi. Ecco chi penalizzerà il nuovo algoritmo

Una questione di mobile friendly, ovevro di vita o di morte sul web. Parte da oggi la rivoluzione di Google che ha lanciato un nuovo algoritmo riguardante la restituzione agli utenti dei risultati di ricerca. Con questo nuovo algoritmo Google intende premiare i siti in grado di girare meglio sui dispositivi mobili, ecco perché chi non si adeguerà scenderà in zona retrocessione nei risultati di ricerca elaborati con Google Chrome. La stampa lo ha definito una sorta di “mobilegeddon”, una lotta tra chi è meglio ottimizzato e chi invece non è in grado di restituire all’utente una fruizione dei contenuti ottimali anche sui device mobili. Un esempio lampante ed importante in tal senso è la visualizzazione dei caratteri troppo piccoli o i collegamenti più larghi dello schermo. Da oggi, per questi ed altri problemi, parte una vera e propria penalizzazione.

Maggiore fuibilità dei contenuti sul web. Google punta con questo nuovo algoritmo a migliorare la qualità dei contenuti e la loro fruizione sui dispositivi mobili quali, ad esempio, smartphone e tablet. Una innovazione che coglie anche il cambiamento di mezzi utilizzati dagli italiani, e non solo, nell’accedere al web per informarsi o intrattenersi. Come riportano i dati forniti da Audiweb, “sono 25 milioni gli individui che dichiarano di accedere a internet da telefono cellulare/smartphone (il 53,2% degli italiani in target), con una crescita del 13,7% nell’ultimo semestre (gennaio – giugno 2014)”. E il dato è interessante anche per quanto riguarda gli accessi da Tablet: “9 milioni coloro che dichiarano di accedere da tablet, con una crescita annuale pari all’88% (giugno 2014 VS giugno 2013)” (fonte Audiweb).

Come si fa a capire se il proprio sito è “mobile friendly” oppure no? Grazie ad uno strumento online messo a disposizione da Google, si può testare il proprio sito e scoprire così se si è promossi o rimandati. È importante sapere che il nuovo algoritmo riguarderà soltanto le ricerche fatte da dispositivi mobili e non quelle da computer desktop o nei risultati di Google News. Se non si è a “norma” è bene quindi correre ai ripari e, a quanto riporta la società di ricerca SumAll, il 67 per cento delle prime cento compagnie per Fortune non è “mobile friendly”.

E l’Italia come è messa? L’Inps sembra essere pronto, così come le versioni mobile di due grandi gruppi bancari quali Intesa San Paolo e Unicredit. Non si può dire la stessa cosa però per banche più piccole come la Credem o anche per l’Agenzia delle Entrate, che non ha ancora una buona versione mobile ottimizzata. Stando a quanto afferma Ale Agostini, amministratore di Bruce Clay Europe ed esperto di ricerca online, circa il 65 per cento delle aziende del Ftse Mib non sono pronte, ma anche 8 università su 10 dovranno rinnovare i loro portali. Per l’Italia, quindi, la strada è ancora lunga e si spera che i tempi di adeguamento siano brevi.

(Immagine: searchengineland.com)