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16 Dec

Roaming: costi troppo alti all’estero, meglio gli sms

Gianfranco Mingione - 27 febbraio 2014
Gianfranco Mingione
27 febbraio 2014
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Roaming ma quanto i costi! I dati che emergono da una nuova indagine svolta per conto della Commissione Europea, svolta su 28mila cittadini comunitari, parlano chiaro: il 94 per cento degli europei che si muove al di fuori del proprio Paese fa un uso limitato di internet sul cellulare a causa dei costi del roaming.

La Commissione Europea evidenzia così quale perdita ci sia per le società di telecomunicazioni, colpevoli di una politica dei prezzi non competitiva: “Si lasciano sfuggire un mercato di circa 300 milioni di utenti a causa delle attuali politiche dei prezzi, con effetti negativi per altre imprese, come quelle che producono app”. Tra queste ultime, quelle che subiscono maggiormente tale situazione, sono quelle “che riguardano le guide di viaggio, le mappe e le foto”.

I dati di telefonia e messaggi: da chi spegne il telefono a chi invia prettamente sms. Dall’indagine emergono diversi dati sui viaggiatori dell’Unione Europea: c’è chi spegne il telefono cellulare quando va in un paese estero (il 28 per cento) e solo una piccola percentuale (l’8 per cento), utilizza il proprio cellulare all’estero  come se fosse a casa. Preferiscono inviare messaggi di testo due europei su dieci mentre un quarto non li invia mai quando è all’estero.

E internet? Qui si apre un altro buco nero che vede il 47 per cento degli intervistati non usare mai il cellulare per la lettura delle e-mail e la navigazione sul web in un altro paese UE. I social network vengono utilizzati solo da uno su venti, soprattutto tra i viaggiatori più assidui (33 per cento), più pronti a disattivare il traffico dati quando sono in roaming.

La situazione con gli italiani all’estero vede il 18 per cento di loro spegnere completamente il telefono quando vanno all’estero, il 19 per cento spegne solo il roaming e il 33 per cento contro il 18 per cento della media europea decide di attivare un piano speciale per l’estero offerto dalla propria compagnia telefonica. Si abbassa il dato (31 per cento), rispetto a quello europeo, per quanto concerne l’utilizzo del cellulare per la navigazione sul web mentre il 15 per cento consulta i social network e il 50 per cento li controlla in modo meno frequente rispetto all’Italia, contro una media europea del 32 per cento.

Insomma, nonostante la legislazione europea del 2008 abbia incrementato del 1500 per cento il traffico dati in roaming, c’è ancora molto da fare per migliorare la politica dei prezzi: “La nuova proposta di direttiva della Commissione UE per un Continente connesso punta a realizzare un mercato unico della telefonia e della navigazione su internet, attraverso una combinazione di incentivi di mercato e di obblighi normativi. L’obiettivo è quello di indurre gli operatori della telefonia mobile “a estendere le offerte e i piani tariffari nazionali per permettere ai loro clienti, entro il 2016, di utilizzare il cellulare o lo smartphone in tutti i paesi dell’UE alle tariffe nazionali (“parla ovunque come a casa”).

Da luglio 2014, grazie ad una direttiva europea adottata nel 2012, i cittadini europei che si recheranno all’estero potranno abbandonare il loro operatore nazionale per passare o a un operatore del Paese visitato che offre servizi di roaming meno costosi, o a un fornitore di roaming concorrente del Paese di origine, senza cambiare la scheda SIM. Qualcosa che cambia, in positivo, per tutti i viaggiatori europei.

(fonte: annoeuropeocittadini.politicheeuropee.it)

[foto: www.xataka.com)

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