Spiare le conversazioni su WhatsApp: come proteggere la propria privacy

Siamo davvero coscienti di quanto sia rischioso l'uso improprio di un'app? Ecco com'è facile riuscire a violare la privacy con WhatsApp

Quanti rischi corriamo con le nostre app  preferite?
Forse non tutti sanno quanto possa essere facilmente violata la propria privacy anche attraverso l’uso improprio di applicazioni di messaggistica come WhatsApp.

Notifiche, password, login, ma se alcuni utenti infatti nutrono un dubbio sulla fedeltà coniugale del partner o sull’attendibilità di alcune informazioni riferite ad un conoscente, l’uso di una semplice applicazione può essere – indirettamente – d’aiuto, a patto che si entri in possesso del dispositivo mobile quando lontano dalla portata del legittimo proprietario.

E’ evidente infatti che, per spiare le chat di qualcuno, occorre sottrargli il telefono. Ma come se non bastasse, a questo si può aggiungere dell’altro. Le opzioni sono anzi due (oltre alla terza, quella di desistere per furto e violazione della privacy): la prima è quella che permette la stessa WhatsApp: resettando l’installazione sul proprio telefono per reinstallarla impostando come riferimento il numero della persona che si vuole spiare.

Terminata la procedura, si riceve (e si cancellerà accuratamente poi) sul telefono spiato l’SMS di conferma. L’app intanto sul proprio telefono aprirà con tutti i numeri e le conversazioni che sono state archiviate fino a quel momento sul numero della persona spiata (WhatsApp, in fondo, non verifica altro che la corrispondenza del numero alla rubrica collegata ad esso). Simultaneamente così, le chat altrui sono a disposizione su un altro smartphone.

La seconda opzione (sempre illegale in Italia) è quella permessa da specifiche applicazioni “spia” collegate al dispositivo della persona controllata, ovvero programmi nati con lo scopo di monitorare altre app, fra cui Skype o anche WhatsApp. E’ il caso di MSpy, Mobile Spy, KidLogger e tante altre che funzionano su iPhone come su dispositivi Android.

Un consiglio quindi, vista l’estrema accessibilità dei dati e la facile violazione della privacy, è quello di leggere sempre le condizioni d’uso delle app prima di acconsentire al loro download e poi, naturalmente, non perdere mai di vista il proprio smartphone, altrimenti poco o nulla potrebbe restare davvero “riservato”.

[foto: Settimocell.it]