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13 Dec

Greenpeace: 6 attiviste sulla vetta dello Shard

Gianfranco Mingione
12 luglio 2013
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1 grattacielo. 6 donne. Nessun permesso. Tu che faresti per salvare l’Artico? Sembra il nome dell’ennesimo reality o ducumentario estremo e invece è la sfida lanciata da Greenpeace alla Shell e alle compagnie petrolifere.

Sei militanti donne di Greenpeace, senza alcuna autorizzazione, hanno scalato lo Shard di Londra, il grattacielo più alto d’Europa, progettato dall’archistar Renzo Piano, per salvare l’Artico dalle trivellazioni. Le sei attiviste sono Sabine Huyghe (dal Belgio), Sandra Lamborn (Svezia), Victoria Henry (Canada), Ali Garrigan (Regno Unito), Wiola Smul (Polonia) e Liesbeth Debbens (Olanda). La scelta del grattacielo non è casuale: il suo disegno ricorda una lama di ghiacchio, elemento simbolo dei due poli, ed è situato in mezzo alle tre sedi della compagnia petrolifera Shell, che ha in serbo un piano per trivellare nella Russia Artica.

La vetta a 310 metri! Come scalatrici di montagna, hanno realizzato l’impresa armate di corde, imbracature ed elemetto con telecamera per riprendere la salita. L’azione è partita all’alba e si è conclusa ieri sera, quando le attiviste hanno raggiunto i 310 metri della cima e hanno srotolato lo striscione con su scritto: “Un’opera d’arte che esalta le meraviglie dell’Artico”, con riferimento alla lama di ghiaccio disegnata da Piano. Una di loro, Victoria Henry, canadese 32enne, spiega l’obiettivo: “Quando raggiungeremo la cima a 310 metri potremo vedere tutti e tre gli uffici londinesi della Shell e loro vedranno noi e la nostra installazione artistica. Ci auguriamo che la smettano di ignorare le proteste in tutto il mondo e che ci pensino due volte prima di andare a trivellare l’Artico” (fonte: Corriere della Sera).

Un altro mondo è possibile? Ce lo auguriamo anche noi, perché la Terra non è una mela da rosicchiare fino al torsolo. Madre natura ci sta già dimostrando che stiamo facendo e chiedendo troppo, e in malo modo. Un altro mondo è possibile? Questa domanda va trasformata quotidianamente in un’affermazione concreta. La rivoluzione inizia dai piccoli gesti quotidiani.

[foto: www.lrytas.lt]

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