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16 Dec

Apple: l’Irlanda vuole aumentare le tasse a Cupertino

Michela Fiori - 16 ottobre 2013
Michela Fiori
16 ottobre 2013
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L’arrivo di Angela Ahrendts alla Apple come Senior Vice President e membro dell’executive team è segnato da una notizia non del tutto positiva.  L’ex Ad di Burberry posta a capo degli Apple Store dovrà infatti confrontarsi con una politica fiscale irlandese più restrittiva nei confronti della Apple e multinazionali simili che risiedono in Irlanda.

Il ministro delle finanze di Dublino, Michael Noonan ha annunciato l’ipotesi di eliminare ogni privilegio concesso alle società cosiddette apolidi, quelle cioè che pur essendo registrate su territorio irlandese non hanno una residenza fiscale certa. La decisione arriva in seguito a una relazione del senato Usa che ha stabilito che le agevolazioni fiscali irlandesi hanno consentito alla Apple di pagare tasse pari al 2 per cento, una cifra nettamente inferiore a quella già esigua del 12,5 per cento che l’Irlanda impone alle imprese che sono registrate sul suo territorio.

Considerando che la Apple dalla sede di Cork gestisce le divisioni di Europa, Medio Oriente, India, Africa e Asia per un volume di affari di 44 miliardi di dollari, il conto sui risparmi ottenuti da Apple con il gioco dell’assenza di residenza fiscale è presto fatto. Il sistema finora sfruttato da Cupertino è questo: le divisioni Apple con sede a Cork sono considerate dall’Irlanda controllate e gestite da Cupertino e dunque non tassabili localmente, mentre negli Usa, finché i capitali generati oltreconfine rimangono fuori sono considerati off-limits per il Fisco Statunitense. Un bell’escamotage insomma, che dal 2015 però , con la decisione del governo irlandese di eliminare i privilegi fiscali alle società apolidi potrebbe non avere più gli effetti desiderati.

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