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Arabia Saudita: 7 anni e 600 frustate per il direttore di un sito web

LaRedazione
31 luglio 2013
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Raif Badawi, a capo del sito web nel quale si parla e si discute su quale ruolo abbia oggi la religione nel mondo, ha ricevuto da poche ore la drammatica sentenza. Sul giovane venticinquenne pesava l’accusa di apostasia e secondo la legge in vigore in Arabia Saudita ha rischiato di essere giustiziato. Badawi è stato arrestato oltre un anno fa e precisamente il 17 giugno del 2012. Per tutto questo arco di tempo è stato detenuto nelle prigioni di Briman a Gedda.

A favore della sua scarcerazione si era mossa anche l’organizzazione attivista Amnesty International che nel gennaio 2013 ha promosso un’iniziativa atta a raccogliere firme per la sua rimessa in libertà. Infatti il direttore del portale è considerato a tutti gli effetti un prigioniero di coscienza. Le autorità saudite hanno ritenuto opportuno condannarlo per gli articoli di critica che ha scritto nei confronti di alcune istituzioni di carattere religioso e per aver aspramente criticato figure islamiche di spicco. In uno dei tanti post pubblicati Badawi critica in modo ironico la commissione per la prevenzione del vizio ovvero la polizia religiosa. A suo dire questo settore delle forze dell’ordine avrebbe il dovere di insegnare a tutti a conquistarsi il paradiso.

Già nel 2008 lo stesso blogger era stato fermato ed arrestato per apostasia ma dopo pochi giorni fu scarcerato a patto che non lasciasse l’Arabia Saudita e dopo il previo congelamento di tutti i suoi fondi finanziari. In quel frangente la moglie aveva chiesto il divorzio poiché non intendeva proseguire la sua relazione con una persona accusata di blasfemia. Durante la causa Raif Badawi, secondo la legge in vigore nel paese islamico, avrebbe dovuto essere processato per apostasia ma l’attenzione che Amnesty International, Human Richt Watch e l’avvocato del giovane hanno spostato sul caso hanno fatto alleviare la condanna imposta a Raif Badawi. Infatti non verrà condannato alla pena di morte ma il suo blog sarà definitivamente chiuso secondo quanti riferisce il quotidiano al –Watan e il giovane Raif Badawi trascorrerà i prossimi sette anni in carcere dopo aver subito 600 frustate.

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