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Arriva Creative Commons 4.0, ecco cosa cambia

LaRedazione
27 novembre 2013
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creative commons

Creative Commons 4.0 è, in sintesi, un’associazione senza scopo di lucro che permette, attraverso una semplice registrazione, di poter proteggere le proprie idee (e non solo) tramite il ben noto diritto d’autore.

I portavoce fanno sapere che Le licenze 4.0 sono estremamente adatte per l’utilizzo da parte di governi ed editori dell’informazione del pubblico settore e di altri dati, soprattutto per quelli dell’Unione europea. Questo è dovuto all’espansione della portata della licenza, che ora comprende i diritti sui generis di database che esistono qui e in una manciata di altri paesi.

Volendo rendere l’idea di quanto detto sopra, basti pensare che, allo stato attuale le CC possono essere usate non solo sul territorio italiano ma anche su quello mondiale. Ciò è possibile attraverso quello che è un capillare e, soprattutto, volontario (quindi non remunerato) lavoro di persone che, in tutto il mondo, hanno prestato la loro opera per tradurre e adattare le “licenze Creative Commons“, giurisdizione dopo giurisdizione.

Grazie al lavoro svolto, tali “licenze”, risultano essere di facile lettura in tutto il mondo e, pertanto, con una maggiore cognizione del loro significato, si potrà arrivare, con questa nuova versione, ad una comprensione praticamente totale non solo per quanto riguarda ciò che interessa a chi registrerà le licenze ma anche per coloro i quali andranno a riutilizzarle.

Rendendo molto più chiari del passato, diritti e doveri, verrà esponenzialmente ridotto il margine di errore e ciò porterà, senza ombra di dubbio, ad un maggiore e corretto utilizzo delle licenze Cc.

Un altro passo importante per quel che riguarda le “licenze Cc” è quello dell’introduzione di alcune variazioni per quel che concerne le varie caratteristiche di assegnazione.

Tali variazioni, mettono, coloro che registreranno una o più licenze, nelle condizioni di creare un collegamento ad una pagina esterna da cui poter trarre le varie notizie sull’assegnazione della licenza stessa.

Nonostante questo, d’altro canto, sarà permesso a coloro che ne avranno la necessità e che, pertanto, ne inoltreranno richiesta, di poter assicurarsi di riusare quanto creato restando comunque anonimi.

In realtà, la possibilità di eliminare l’assegnazione di un adattamento, era già presente nella versione tre delle “Creative Commons” ma, in questa ultima versione, non solo si potrà richiedere di eliminare i collegamenti alla propria persona per quel che concerne gli adattamenti ma anche alle riproduzioni integrali di un lavoro.

Infine, da non sottovalutare, è la possibilità, nel caso in cui una licenza Cc volga al termine a causa di una violazione delle condizioni, di apportare le dovute correzioni all’inadempienza, entro e non oltre il termine dei trenta giorni messi a disposizione, dall’attimo in cui ci si rende conto della relativa problematica.

E’ pertanto chiaro che queste innovazioni, sia in termini di sicurezza sia in termini di capacità di comprensione, risulteranno ben accette ai più, creando così una fitta rete di utilizzatori in tutto il mondo.

La possibilità di poter proteggere col diritto di autore le proprie idee è una cosa tanto importante quanto funzionale e l’idea che tutto sia reso semplificato grazie anche ad adattamenti linguistici mirati, è di certo un passo avanti non indifferente. Un plauso dunque a Creative Commons 4.0.

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