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18 Dec

Calciopoli: Moggi ricorre alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

LaRedazione - 23 ottobre 2013
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23 ottobre 2013
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Luciano Moggi esce nuovamente allo scoperto: dopo essere stato condannato a oltre 5 anni di reclusione e alla radiazione da qualsiasi incarico sportivo, l’ex-direttore generale della Juventus avrebbe deciso di prendere esempio da Silvio Berlusconi e di ricorrere alla Corte internazionale dei diritti dell’Uomo. I legali di Moggi sostengono, infatti, che il loro cliente non abbia avuto un giusto processo e che sia stato condannato a una pena eccessiva, per questa ragione è stato deciso di fare appello direttamente a Strasburgo, dove ha sede la Corte per i diritti dell’Uomo.

Vale la pena ricordare che, fino al 2006, Moggi era forse l’uomo più potente del calcio italiano al punto da esercitare pressione psicologica sugli arbitri in modo da volgere a favore dei bianconeri le sorti di determinate partite: è quanto poi emerso durante la deflagrazione dello scandalo Calciopoli (avvenuta alla vigilia dei mondiali in Germania) che ha spazzato via Moggi e la Juve, costretta a una vera e propria rifondazione e a ricominciare dalla Serie B prima della risalita e dell’avvento di Conte in panchina.

Secondo Federico Tedeschini, uno degli avvocati di fiducia di Moggi, durante lo svolgimento del processo sarebbero stati violati 5 articoli relativi alla Convenzione Europea che tratta i diritti umani, sostenendo che il suo assistito non abbia avuto la possibilità di fare ricorso ed è stato pesantemente discriminato dai giudici chiamati a esaminare il caso.

Moggi si lamenta del fatto che le sanzioni inflitte nei suoi confronti siano troppo aspre e soprattutto accusa le autorità sportive e giudiziarie di aver agito senza tener minimamente conto dei diritti stabiliti e riconosciuti dalla Convenzione. In pratica, l’ex-dg juventino chiede alla Corte Europea di incolpare le istituzioni italiane ad aver effettivamente commesso tali violazioni, di obbligare l’Italia ad attuare tutte le misure necessarie (e che non sono state adottate in occasione di Calciopoli nel 2006) affinché non si ripetano più le violazioni commesse a danno di Moggi.

Molto probabilmente, la squadra di avvocati di Moggi chiederà anche un cospicuo risarcimento per tutti i danni morali e psicologici che ha subito il loro cliente in questi ultimi anni, chiedendo di ottenere inoltre il ripristino della condizione di ricorrente prima che avvenissero le presunte violazioni.

Il ricorso di Luciano Moggi dovrebbe essere trattato dalla Commissione della Corte Europea di Strasburgo entro i prossimi sei mesi, poiché i suoi avvocati difensori si sono avvalsi della facoltà di usare l’articolo 41 del Regolamento che prevede un’accelerazione dei tempi in questi casi. La ferita di Calciopoli sembra dunque destinata a riaprirsi nonostante siamo ormai passati più di sette anni dalla detonazione dello scandalo.

 

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