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16 Dec

Choc in USA: bimbo di otto anni uccide la nonna dopo videogioco violento

LaRedazione - 26 agosto 2013
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26 agosto 2013
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Ci risiamo. Adesso ricomincerà la solita diatriba videogiochi violenti sì o no. E’ successo negli States, in Louisiana per la precisione, quando un bambino di otto anni, dopo una partita al popolare videogame della Rockstar North GTA IV ha sparato alla nonna novantenne. Il piccolo avrebbe impugnato un’arma che molto probabilmente apparteneva a qualcuno della famiglia (sappiamo che in America c’è la mania di possedere armi in casa) e forse cercando di emulare uno dei tanti personaggi violenti del celebre videogioco, ha sparato alla nonna per gioco. Soltanto che nella realtà le cose non vanno come nel videogame e, chi viene sparato, muore. Questa la cruda realtà, questa la notizia che adesso farà divampare come un fuoco la vecchia polemica sui giochi violenti che i nostri figli vedono ogni giorno.

E pensare che questo capitolo di GTA era vietato ai minori di diciasette anni. Quindi la prima domanda che viene spontanea  è perché nessuno della famiglia di questo bambino non gli abbia vietato di giocare. Ma soprattutto ci chiediamo: com’è possibile che un bambino di neanche nove anni abbia avuto la libertà d’impugnare una pistola? Ecco, forse sarebbe il caso d’indagare su questa direzione prima di sparare (e scusate il gioco di parole) contro la violenza dei videogiochi.

Dal primo Super Mario Bros, i videogiochi sono nati per divertire. Il loro scopo è quello di far interagire il videogiocatore con mondi più o meno virtuali o che assomigliano alla realtà. GTA è un titolo che rappresenta la violenza allo stato puro, in cui il protagonista ha la libertà di sparare alle persone in mezzo alla strada, entrare in negozi e sparare alle commesse. Oltre che lavorare per la Mafia. Ecco, sicuramente non si tratta di messaggi edificanti, però ci sentiamo di dire che a un bambino piccolo andrebbero spiegate bene le cose, le differenze tra la violenza reale e quella fittizia.

E intanto il bambino protagonista di questo episodio di ormai ordinaria follia americano non rischia il carcere. Infatti, la legge della Louisiana prevede che i minori di dieci anni siano esentati da qualsiasi provvedimento penale. Insomma questo bambino non andrà neanche in un riformatorio fra qualche anno. Certo la giustizia adesso dovrebbe chiedersi perché mai un bambino di otto anni riesca ad avere accesso a un’arma. Ma siamo sicuri che adesso (in attesa, tra qualche mese, dell’uscita del prossimo capitolo di GTA) che la polemica s’inasprirà, molti saranno i genitori che impediranno i loro bambini di giocare a questo titolo. Voi che ne pensate?

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