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16 Dec

Costa Concordia: oggi il via alle ricerche dei due dispersi

LaRedazione - 24 settembre 2013
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24 settembre 2013
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Faranno di tutto per ritrovare i due dispersi nel tragico naufragio della nave da crociera Concordia, in cui altre trenta persone persero la vita. L’ok ufficiale è giunto solo nella tarda serata di ieri: una volta portata a termine l’operazione di parbuckling – quella che ha consentito al gigante ferito di tornare in posizione eretta – un team di tecnici e di esperti del settore ha avuto il compito di ispezionare lo specchio d’acqua teatro della tragedia.

Solo una volta accertato che l’area era al sicuro e che, quindi, non ci sarebbero stati pericoli per i sub, è arrivato il lasciapassare. Ragion per cui ora, all’Isola del Giglio, si lavora senza sosta per restituire alle rispettive famiglie i corpi di Russel Rebello, cameriere originario dell’India, e di Maria Grazia Trecarichi, la donna siciliana che nella notte di quel maledetto 13 gennaio di un anno fa viaggiava a bordo della Concordia insieme ai suoi cari.

Una vera e propria missione, quella in cui sono coinvolti i più esperti sub del nucleo sommozzatori della Polizia di Stato: accanto a loro, pronti a qualsiasi evenienza, ci sono volontari della Protezione civile, carabinieri, membri delle fiamme gialle, poliziotti, vigili del fuoco e anche guardie costiere e militari della Marina. Una volta dato il via alle ricerche, i sub si sono subito diretti nelle aree della nave che sono rimaste sommerse nelle acque dell’arcipelago toscano per più di un anno: sono quelli i locali della Costa Concordia che, per ovvie ragioni, non è stato possibile perlustrare sino ad oggi.

A dare man forte c’è anche un robot subacqueo: un gruppo di tecnici, in queste ore, si sta occupando di teleguidarlo sia all’interno del relitto che lungo il fondale. Ciò non toglie, in ogni caso, che all’Isola del Giglio nessuno possa permettersi il lusso di distrarsi neanche per un momento: la nave naufragata, nonostante si trovi ora in posizione verticale grazie al processo di rotazione, potrebbe ancora emettere dei piccoli, ma comunque pericolosi, sversamenti.

E mentre le ricerche dei due dispersi vanno avanti senza sosta, sullo sfondo si evolvono anche le vicende giudiziarie ed economiche legate al fatale naufragio: il comandante Schettino, accusato di aver provocato l’incidente azzardando un inchino in prossimità delle ‘Scole’, è comparso ieri in tribunale, e ha inteso scaricare colpe e responsabilità sul timoniere.

Reo, quanto meno a suo dire, di aver girato il timone in direzione opposta rispetto a quella che lo stesso comandante gli aveva consigliato. Contestualmente, i principali porti d’Italia continuano a contendersi la possibilità di ospitare la nave e di smaltirne i “resti”. E questo seppur sia ormai opinione diffusa che nessuno dei porti italiani sia così ben attrezzato da poter accogliere il gigante.

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